XLVJII INTRODUZIOHE
Unitamente con un reggimento austriaco questo corpo difende il ponte di Corepellescontro 1’ avanguardia dell’ esercito fi'ancese che discendeva il San Bernardo sotto gliordini del primo console. 11 hpttaglione foce provp di grande intrepidezza; nia e costrettodi ritirarsi a Torino , ove, dopo la vittoria di Marengo, i soldati ripevettero l’ordinedi prestare giuraniento alla repubblica, ma vi si ricusarono. Il De-Loche portö secoil drappo della sua bandiera e licenziö i soldati.
A questo punto comincia una serie di vitlorie che fondarono la gloria di Napoleone ,ed alle quali i Savojardi non rimasero estranei.
Nel 1814 i principi di Savoja rientrano ne’loro Slati. Nel 1818 l’antico reggimentodi Savoja non conta che quattocento uomini.
All’epoca dellinsurrezione del 1821 il reggimento di Savoja, sommesso agli ordinidel governo e ligio al proprio giuraniento, rigetta le suggestioni di parecchi capi, esi reca a Torino sotto gli ordini de’maggiori di Salins e di La-Flechere, i cui sentimentidi lealtä avevano saputo merifare la conlidenza del soldato.
Esso andö a riformarsi a Chambery e ritornö a Torino , forte di 4800 uomini, sottogli ordini del coionnello De la Grave.
Dopo 1’avvenimento di re Carlo Alberto, il reggimento di Savoja form6 due reggi-menli sotto il nome di hrigata di Savoja . Sua Altezza Reale il Duca di Savoja (atlual-rnente re di Piemonte sotto il nome di Vittorio Emanuele III) servl successivamentein questo corpo col grado di capitano, di maggiore, di luogotenente coionnello, dicoionnello e di generale.
Superba a buon diritto di questa distiuzione, la hrigata di Savoja continuö a meri-larla co’suoi seryigi.
Nell’anno 1848 brilld il valore di questa hrigata sul ponte del Mincio li 8 aprile,il 29 aprile a Santa Giuslina , a Pastrengo , a Santa Lucia , al villaggio della CroceBianca, a Goito, a Cusloza, a Volta, sull’Oglio, sotto Milano , e nel 1849 alla Bicocca,alle Cascine Larrinchi ecc.
Sn questa truppa, che ha sempre nobilmenle combattuto su tutli i campi di balta-glia ove sventolava la bandiera de’suoi principi, e la quäle colla sua cavalleresca devo-zione e il suo valore contribui alla grandezza de’principi sabaudi, fu ampiamentescritto dai signori visconte Chaulat e Gabriele Ferrero, dislinti uffiziaii della hrigatadi Savoja , nella loro opera che ha per titolo Histoire de la brigade de Savoie.
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