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[Volume parto. Parte seconda.]
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sendo stati conservati gli antichi docu-menti della casa di Menlhon, il Besson,curalo di Chapeiry, che ne scrisse la sto-ria genealogica, non ha potuto corredarladeinecessarj titoli che dappoil’anno 1200.Resta provato dal suo lavoro, che riraasemanoscritto, che i signori di Menthonfurono dichiarati grandi baroni di Savojanel 1486 e che la loro terra fu eretta incontado dopo l’anno 1800. Essi occupa-,rono in tutli i tempi le cariche piü di-stinle dello Stato, cosi sotto i conti dellaCasa di Ginevra , come sotto i duchi diSavoja, e si distinsero del pari al servi-gio de’ principi esteri e negli esercili de’loro sovrani.

Dalla casa di Menthon si staccarono piürami, tali sono quelli dei signori di Cou-vette, di Beaumont-sous-Saleve, del Mä-ret, dei baroni di La-Balme-de-Thuy, edei conti di Aviernoz.

11 personaggio piü antico e piü illustredi questa casa fu:

S. Ilernardo di Menthon. Egli nacquenel castello di Menthon, li 18 giogno del-l’anno 925. Avendo mauifestato sino dallapiü tenera giovinezza un gusto partico-lare per lc cose sanlc e luassimamenteper lo stato ecclesiaslico, si rifiutö co-stanteinente ai desiderj dei suoi, genitoriche lo volevano .ammogliare ad una gio-vanetta della casa di Duingt. Vedendo dinon poter resistere alle pressanti lorosol-lecitazioni, fuggl dal castello pylerno, lavigilia della celebrazione delle sue nozzee rifugiossi ad Aosta , vi ricevette gli or-dini e vi fu falto arcidiacono della calte-drale. Animato da zelo e da ardente ca-rita per la salute dei popoli, s’occupüduranle 42 anni a far missioni cd a pre-dicare l’Evangelio nelle valli delle AlpiPen-nine e Graje. Egli pervenne a distruggeregli avanzi dell idolatria, rovescio la statuadi Giove che veneravasi tuttora al Mont-Jou (il Gran S. Bernardo d’oggidi), e dis-sipö i grossolani errori degli abitanti delleAlpi Graje che rendevano un culto super-stizioso sul Piccolo S. Bernardo alla co-lonna consacrala al sovrano signore degliDei del paganesirao.

Il suo cuore che tanto compassionevoleera, quanto iiiuminato lo spirito, fu toccovivamente dei perigli e delle sventure, a’quali ogni giorno erano esposti i viag-giatori tedeschi, svizzeri e francesi , chetraversavano le alte Alpi per recarsi inItalia ; al fine di preservarneli egli fondödue ospizj di caritä sulle sommitä dellealte montagne ove aveva allor allora di- Jsavoja

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strutto gli avanzi delle sttperstizioni pa-gane. Per amministrare questi due asiliospitalieri San Bernardo institul una con-gregazione di Canonici regolari.

San Bernardo di Menthon andü pure apredicare PEvaagelio ai popoli della Lom-bardia; dopo averne sottratt i parecchialle tenebre dell’ignoranza e della super-stizione, si recö a Roma , ove il papaapprovö la congregazione dei Canonici re-golari, ch’egli aveva istituita e la colmödi grazie e di privilegi. Di ritorno a No-vara, egli vi morl li 28 maggio 1008. Eesue eminenti virtü, i servigi ch’egli avevaresi alla Chiesa ed all’umanitä, lo fecerocanonizzare un anno dopo la sua morte.

La sua vita fu scritta da Riccardo deDuingt , che gli successe nell’ arcidiaco-nato di Aosta , dal padre Fichet, gesuita;dal padre Bernard, religioso osservantinodi Charabery; da Baillet e da altri. Addi18 giugno la Chiesa celebra la sua festa.

MENTHON. Borgata del comune diMieussy, nella provincia del Faucigny .

MENTHONEN o MENTHONNEX SEYS-SEL (Menlonnecum). Comune nel manda-mento di Seyssel, da cui dista chilome-tri 12. 80 (provincia del Genevese).

Popolazione 945.

Sta in una coilina, a maestrale di An-necy, al di sopra delle fonti Morges , alla»inistra dei piccoli Usses. Cereali, legu-mi, uve ed allre frutta sono le produ-zioni del snolo; v’abbonda il bestiainebovino e pecorino.

MENT1IONEX o MENTHONNEX-THO-RENS. Comune nel mandamento di Tho-rens, da cui dista chilometri 10 (provin-cia del Genevese).

Popolazione 781.

Trovasi in montagna, presso il torrentedegli Usses. 11 suolo e specialinente pro-duttivo di cereali.

MER-de-GLACE. Immensa valle dighiaccio presso al Montanvert nelle AlpiPennine . Per arrivare al Montanvert ,scrive il Bertoloüi, si parte dal borgo diChamounix, si passa l’Arve e si giunge aduna funtana delta del Caillet e di Claudinadalla poelica novella di Florian; indi persentieri, ora piü ora meno ripidi, si ar-riva al giogo chiamato Montanvert. Inar-rivabile e il prospetto che l’uomo ha in-nanzi agli oechi su quel pinacolo. Al sud-ovest sorge la nera guglia di Charmos;al nord-est il rossiccio obelisco del Drualto 992 tese piü del Montanvert, da cui lodiparte il Mare di Ghiaccio; al sud-est siapre un anfiteatro formato da un am-

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