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[Volume parto. Parte seconda.]
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della Breda si estende tra F Isere il Gelon.La siia superficie e di chilometri qua*drati 101. 81.

Sono compresi in questo mandamentoli 14 comuni seguenti:

Montimeilan

Apremont

Arbir»

Chiguin

Franein

La-Chavanne

Laissaud

Les-Marches

Les-Molettes

Planaise

Sainte-Helene-du-LacSt.-Pi<erre-de-SoucyVillar-d’-Bery eVillaroux.

Mönlmeilan, cittä, capoluogo del man-dauiento) del suo nome, dista chilometri12. 40 da Chambery capitale della pro-vincin e del ducato.

Popolazione 1302.

Coilegio elett,orale coniposto di 36 cö-inuni con 473 elettori inscrilli. Queslacittä e fabbricata sur un piano assai in-clinato, sulla ma dell’ Isere che vi sitraversa sopra un ponte di pietra costruttodopo il 1 690 ; giace a scirocco di Cham-bery. Le grandi strade di Chambery e diTarantasia che vi si riuniscono vi man-tengono l’industria e il commercio degliabitanti. All’est della cittä sonovi alcunecase di campagna, il cui aspetto ä assaigrazioso, e al di lä di questo sobborgoestendesi una costiera piantata- di vitiche ha tre leghe di lunghezza; rinomatisono i vini che vi si fanno. Parecchiefiere si tengono in questa cittä, cioe, li26 gennajo e di nuovo 18 giorni dopo,26 marzo e di nuovo 18 giorni dopo,8 maggio e tutti i lunedi del medesimomese, 9 settembre e di nuovo 18 giornidopo, 28 novembre e tutti i lunedi sinoa Natale .

Parecchi scrittori prelesero che Mont-meilan sia l’antico Mantala degli itine-rarj romani, e che Bosone vi si facessecoronare re d’Arles e di Provenza in unconcilio celebratovi neli’otlobre del 879 ;Ohorier sostiene che Mantala trovasi pressoVienna nel Delfinato.

Montmelian e d’origine romana , eracolonia prctetta da una fortezza, ma allacadtita dell’ impero d’Oecidente, i barbarila rasarono insieme con altre cittä invasedalle loro coorti. Piü tardi, nel sesto

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seeolo, gli Ostrogoti la rislabilirono. Pas-sata sotto la dominazione dei conti diMoriana , la cittä fu accresciuta di un ca-stello, la cui posizione sopra una rocciadirupata la rendeva assai formidabile. IDelfini di Vienna lo attaccarono spessevolte, ma sempre senza successo. Tutta-volta il tradimento ne aperse le porte aFrancesco I nel 1838; le fortificazionich’ egli fece innalzare intorno a Mont-inellian, e i lavori cbe si devono ad Ema-nuele Filiberto, diedero tanta importanzaa questa piazza che passö bentosto perimprendibile.

Enrico IV la investi nel 1600, essendoegli padrone di tutta la Savop; ma lacittä, da lui chiarnata una maraviqliosapiazza forte e la miglioie ch’ ei vedcssemai, resisteva a tutti i suoi attacchi. Nonpotendo la forza, Sully ricorse agli in-ganni, e a mezzo della propria moglieseppe irretire quella del comandantecon doni ed artifiziose parole, a talchöla indusse a far accettare ai raarito pattidi capitolazione,

Poco ternpo prima della resa della piaz-za, un di che il ro in compagnia del suo*grau mastro d’artiglieria andava a vederel’effetto che produceva una batteria uuo-vamente stabilita sopra il dirupo des Cal-loudes, una scarica della grossa artiglie-ria del forte li coperse di terra e dighiaja. Il re, nel primo atto di stupore,fece bruscamente il segno di eroce, eSully sorridendo gli disse: Ora scorgoche Vostra Maestä e proprio un buoncattolico.

I,’ era delle pugne non era finita perMontmellian. Luigi XIII l’assediö vana-inente per tredici mesi nel 1630; piüfortunato, il maresciallo Catinat se nefece padrone nel 1690 dopo 31 giorni ditrincea aperta ed un assedio che nondurö meno d’qn anno.

Finalmente li 17 dicembre 1708 letruppe del re Luigi XIV dopo un assediodi due anni, e dopo mancate al presi-dlo lc munizioni e i viveri, entrarononel forte, cui demolirono affatto. Il fortenon fu piü riedificato.

Nacquc in Montmeilan il dotto ed ar-guto doinenicano Guido Furbity, animosodifensore dell’unitä della Ghiesa in Gine-vra; avendo egli oltraggiato i Bernesicol suo diro, questi ne chiesero amaravendetta al Consiglio di Ginevra ; eglimori de’ dolori sofferti nel carcere, dalquäle in capo a due anni era stato libi;*rato a intercessione di Francesco I .