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migliori se non altro di quanto si potrebbeaspettare in tanta vicinanza dei ghiacciaj,dilatandosi le falde del monte di Varensa formare i poggi di questo comnne.
Durando nel suo Piemonte Cispadanoantico (pag. 40) pretende che Passy sial’antico Fatiscum (secondo altri, corrot-tamente, Patiscum , Passiscum) dicui parlaPiinio, ove i Cenlroni delle vicinanze por-tavano le loro derrate a vendere ai popolivicini. Che che ne sia di quest’opinione,che non manca affalto di verosimiglianza,e certo che Passy esso stesso o i suoidintorni furono abitati dai Romani, chevi stahilirono dei magistrati per renderela giustizia e per esigere le pubblicheimposte.
Secondo la tradizione del paese esistevauna cittä o borgata nella pianura diChöde, villaggio dipendente dal comunedi Passy; pretendesi ch’essa si chiamasseDionisia c ehe venisse coperta di ghiajaper una inondazione del lago di Servoz:esso ruppe ad un tratto i terreni che loritenevano nel sito che chiamasi tuttorail Pertrui; il suo sgorgamento aveva luogonel casale del Chätelard o nel sito chia-malo i Grtppons: si scorgono ancora icanali tagliati nella viva roceia, i qualiservivano a condurre 1' acqua che davamoto ad alcuni editizj idraulici della cittä.Pochi anni sono , le erosioni dell’Arvescopersero la cima d’un camino che do-veva appartenere ad una delle case di-pendenti della cittä di Dionisia o Diouza,na gli abitanti non diedero opera ad iulteriori ricerche. |
Gli avanzi del tempio che i Romani »inalzarono al Dio Marte nel comune di iPassy, esistono ancora nel sito chiamato jjLes Oulards 3 ove trovaronsi parecchie \modanature di gesso assai bene prolilate, tuna medaglia d’ oro di Trajano , del va- 5lore di circa 80 lire italiane, e parecchi jruderi antichi. I terrazzani assicurano checamminando presso a queste rovine sisente che sotto v’ hanno piü sotterranei,e che da questo sito furono trasportatele due iscrizioni seguenti:
MARTI
A. 1SUGIUS . A. F,VOLTUATURUSFLAMEN AUCUST.Il VIR ALVAR1IEX VOTO
MARTI AUCUST.
PRO SALUT*
L. VIBII . L. FIUFLAMINI
LUCIUS VIBIUS VEST1NUSPATER
II VIR . JUR . DICENSUI VIR . LOC . P. P.
EX VOTO.
Queste due iscrizioni provano non so-lamente il culto che si rendeva al Dio Marte nel comune di Passy, ma ancorache i sacerdoti flamini che vi erano sta-biliti coprivano le cariche di giudici e diduumviri del tesoro pubblico. La stradaromana scopertasi non sono molti annidimostra per la sua direzione che Passyera una stazione da cui i Romani si re-cavano in Vallese, o passavano dal Val-lese nel paese dei Centroni. Codestastrada tutta lastricata, larga nove piedi,traversa tutte le inonlagne che sono alnord della valle di Chamounix, ed öbeneconservata in assai punti.
Al dissopra di Passy nella strada checonduce a Servoz trovasi il piccolo lagodi Chede, cotantocelebrato dal signor Bour-rit, che ne disegnö le belle cascate e lepittoresche vedute. Vicinissime sono levestigie della caduta d' una montagna cheerollö li 12 ottobre 1781 con uno stre-pito cosi spaventevole ed un polveriocosi oscuro, che i paesani si ritrassero adue miglia di distanza e credettero scorgeredelle flamme ne’ vortici di fumo che daogni parte si sollevavano.
Il re Carlo Immanuele III, a cui s’eradetto che un vulcano s’era manifestatonell’AIto Faucigny, vi mandö da Torino il celebre Vitaliano Donati , naturalistaveneziano. Questi cosi prontamente re-cossi sul luogo, che vi trovö ancora lamontagna circondata di fumo, dalla quälestaccavonsi continuamente massi enorraidi roccia con un rumore che pareva quellodel fulinine. Egli trovö tutte le vicineCampagne coperte di una polvere finasomigliante alla eenere, cui i venti ave-vano disseminato sino a 8 leghe di di-stanza. Riconobbe il Donati che non viera vulcano alcuno in questa parte del-l’Alto Faucigny, ma che la caduta dellamontagna era un effetto neoessario dellasua strutlura, composta di terra e di roccieconfiisamente ammucchiate, che le acquedei Ire laghi e lo sciogliersi straordina-rio delle nevi avevano scomposto e fatta