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[Volume parto. Parte seconda.]
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porto cd arse le sue galere. Sancy, che co-mandava l’esercito coalizzato di Bema edi Ginevra , obbligö gli abitanti a prestaregiuramento di fedeltä al re di Francia ch’era allora in guerra con Carlo Eina-nuele I, che di que’ giorni s’era impadro-nito del marchesato di Saluzzo. CarloEmanuele, intesa l’invasione del Chiablese ,raccolse un esercito di 15 mila uomini aRmnilly, e in poche settimane ripresetutte le piazze che gli avevano occüpato iBernesi; terminö la guerra col traltato diNyondel primo ottobre 1589. Egli mise aprincipio un forte presidio nel castello diThonon ; ma poiche le sue fortificazionierano ruinate, egli le spianö affatto, e1’ areaservidappoiallacostruzionedel con-vento dei Cappuccini, a dare estensionemaggiore a quello dei Barnabiti ed a for-mare Ia Place-Chäteau.

Sebbene il duca di Savoja, in virtü deltrattato di Nyon , avesse perraesso l’eser-cizio del culto riformato a Thonon , e chei minislri Claudio Vauthier, GiovanniMicaldi e Ugonino Viltoz fossero autoriz-zali dal governo di Savoja a predicare aTully, a Narnier ed a Bons; tuttavolta,per islaccare parecchi de’ suoi soggettidal partito di Berna e di Ginevra , ilduca risolse di ristabilire la religionecattolica nel Chiablese e nci baliaggi diTernier e di Gaillard. Questo delicatoufficio fu affidato alla prudenza ed alladolcezza di S. Francesco di Sales , ch’entrönel Chiablese nel 1594. Essendogli stalofatto, dopo una inissione di tre anni, ecoadjuvato da Luigi di Sales, suo cugino,di ricondurre al seno della Chiesa cattolica i principali borghesi di Thonon , e soprat-tutto il barone d’Awully, che vi eral’anima del partito protestante, richiesealtri missionarj che lo secondassero.

Molti canonici della caltedrale e dellecollegiate della diocesi si recarono nel 1597nelle Campagne vicine a Thonon , e il ce-lebre padre Cherubino di Moriana , vennenel medesimo tempo a predicare in que-sta cittä. Il presidente Antonio Favre,che il duca aveva inviato a Thonon nel1597 , avendo veduto che il numero deiCattolici vi era assai numeroso, ottennedapprima dal Consiglio della cittä che ilculto pubblico fosse alternativamenteesercitato nella chiesa di Sant’ Ippolito daiCattolici e dai Rifonnati. Questi ultimi,che scemavano ogni giorno di numero,abbandonarono ai primi la chiesa di San-t’Agostino, e si contentarono d’un tempiodi tavole ch’essi costrussero sulla piazza

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de-Crete: i ministri Giovanni Clerc eLuigi Viret continuarono a predicarvi sinoalli 21 settembre dell’anno 1598, nel quältempo quest’ultimo si ritirö nel paese diVaud .

11 culto cattolico essendo tornalo adominare nel Chiablese , ed avendo i mi-nistri protestanti cessato dal predicarvi,le parrocchie intere vennero a riunirsi allaChiesa Romana durante la celebrazionedelle 40 ore. 11 cardinale Alessandro deMedici, legato della Santa Sede in Fran-cia , vi ricevette l’abjura del ininistro Petit,e di quasi tutti i gentiluomini della pro-vincia, e furono veduti assislere a questacerimonia piu di 20,000 persone che viaccorsero dalla Savoja , dalla Francia dalla Svizzera c dal Vallese .

Un piccolo numero di abitanti volletuttavia persistere nella doltrina delleriforme. Carlo Emanuele li feee ragunarenella casa coinune di Thonon , ed esposeloro egli stesso essere suo desiderio ar-dentissimo che rientrassero nel seno dellareligione cattolica: accordö loro sei mesiper lärsi istruire, e passato il quäle pe-riodo, se renitenti dovessero uscire da’suoi Stati. I riformati interessarono allasorte loro tutte le potcnze protestantid’ Europa , ma il duca, che non volevatollerare due religioni ne’ suoi Stati,ne riceltarvi i partigiani di Berna e diGinevra , suoi nemici naturali, fu sordo atutte le rimostranze sportegli a questoriguardo, e ordinö con sue lettere patentidcllt 12 novembre 1598 la riedificazionedi tutte le chiese di Thonon e del Chia-blese, e stabil! i Gesuiti con un piccolocollegio in questa cittä.

Clemcnte VIII con bolla delli 23 set-tembre 1899 sostilui alla collegiata diViry la Santa Casa di Thonon, ed ebbein animo di stabilirvi un’universitä, allaquäle accordava i medesimi privilegi deiquali godevano quelle di Perugia , di Ma-cerata ecc. L’ intenzione di esso papa fuin seguito modificata; i Barnabiti nel 1515furono incaricati della pubblica istruzione,e i Cappuccini aggregati alla Santa Casa ,incaricati di continuare le missioni aposto-liche nel Chiablese. Carlo Emanuele III fece in seguito unire, addi 2 agosto 1752,l’abazia di Abondance a questa medesimaSanta Casa , il cui clero, giusta il regola-meulo del 176}, compilato da monsignorBiord, era composto d’un prefelto aventeil titolo di abate d’ Abondance e di 11canonici decorati delle insegne dell’ or-dine dei Santi Maurizio e Lazzaro.