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Differenza tra 'il cibo e'l cioccolate esposta all illustriss. et eccell. Sig. Niccolo d'Oria, Principe d'Angri &c / da Gio. Batista Gudenfridi
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56 5vero, e proprio Cibo: doue che la Fame anima-le, cum ſit ſenſux diuulſionis, e perciò vna ſpeciedi dolore, può mitigarſi in noi, dcora collacquacol vino, e con alxri liquori potabili, come in-ſegnano Ariſtotele, Galeno , e altri col Buona-mico lib. 3. de Alim. cap. 5 2. Finalmente nonan conſiderato, che l acqua naturale, I acquavite, il vino, e altri ſinuli liquori ſoglion taluol-ta dagli scrittori eſſer chiamati nutritiui, nonperchè veramente ſi traſmutino in Chilo, indangue, e in Suſtanza noſtra, ma ſolamente per-chè, d aiutano d concuocere, e à diſſribuixe ilvero, e proprio Alimento , venuto di fuori nelVeutricolo: ò vero aiutano d preparare, altera-re, e diſporre la flemma, e gli altti vmori pitui-toſi, groſſi, crudi, indigeſti, e ſtagnanti entroal ventricolo, e altri vaſi, affinche ben diſpoſti ſiconcuocano, e ſi traſmutino in vero, e buononutrimento, come inſeguò Fortunio Liceco 416.2. de his, qui did c. cap · o. E ciò dal Cioc-colate iu tauto può opetatſi meglio, che dallAcquauite, e da qualſiuoglia altro ſimiglianteliquore, in quanto il Cioccolate , non ſolamenteabbonda d' Aromati, che, coll efficace loro cal-deꝛa, ſono attiſſimi ad alterare que groſſi, cru-di, e pituitoſi vmori, ſino a traſmutatli, e à con-uertixu in Chilo: md di più abbonda d' vn dugovntuoſo,