102il quale, pigliando vn carattere per laltro; ha-impreſſo Alceo, in vece d' Alfeo. Paſſo dunqueauanti con la mia curioſità, e domando doueha egli letto, eſſer marauiglia fuor dell ordina-naturale, che vn Fiume , mercè dell acque che-
mena, rieſca a i ſitibondi beuanda, e mereè de
Peſci , che in eſſe porta, rieſca a gli affamati ali-mentoꝰ Vn miracolo si fatto potra per auuen-tura da i Turchi eſſer aunouerato tra quelli diMacometto, ma tra quelli di Gioue, io ſon cer-to, che da i Mythologi non ſi conta. Vo piu
auanti, e di nuouo domando, doue ha egli letto,
che al Fiume Alfeo, o al Fonte di Gioue, il me-deſimo Gioue diè vn priuilegio tale; quabèquello di contentar la Fame e la dete de Supplicanti cõ qualſiuoglia genere di cibo, edi beuan-da? Nell'Iſtorie fauoloſe io certamente nonleggo, che Gioue deſſe vn tal priuilegio nèFonte, nè a Fiume , ma leg go ben si, che cn.tal priuilegio egli arriechi, o il Coruo d Amal-thea, ch'era di Toro; oil Corno delle nutriciſue Adraſta, e Iſida, ch'era di Capra . Huic ile-lam dedit facultatem, vt quic quid ab eo o ptare-tun, qui illud haberet, ſiuò Cibuis, ſiuè potus, con-
tinuò naſceretur. Cosi narta Natale Conte nel-
la ſua Mithologia lib. cap. Ma io nè pur quiui fexmo e domando pet ultimo; doue ha egli
111 letto,