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ordinarla perfezione aveva licenza d'entrare anco ne chiostri delle ReligioseClaustrali.
La divota Monaca , di cui parlammo , in vedere sintea entrata nelsuo Monastero al primo incontro le disse : Voi siete quella , alla quale iodevo dare un gran tesoro , e non posso darlo ad altri : il tesoro era que*sto Busto deli appassionato Signore, sinlea gradi multo il dono , e lo rice-vette con grandissimo ajjetto , e poi in varj tempi ebbe sentimento e pensie-ro di deporlo , e lasciarlo in diversi luoghi , e massime in Monasteri di Re-ligiose, dove fesse tenuto con la dovuta riverenza ed onore : ma sempre ilSignore con interna scontentezza le faceva conoscere , che ancora non seraritrovato il luogo , a cui era dal Cielo destinato questo preziosissimo dono.Finalmente dimorando ella in yirona , entrata un giorno carica di questodolce peso in casa delle Madri della Congregazione della Beata VergineMaria , eh' era non molto prima stata eretta nel Borgo et slrona sotto iltitolo della di lei Purificazione , setiza trattenersi conjorme al solito a ra-gionare colle dette Madri , corse subito alt Oratorio di questa Casa , e po-sto il sacro Pegno sovra tritare, escludendo tutte , si chiuse sola nell'O-ratorio , e inginocchiatasi avanti di questo Busto del Signore stette alquantoin orazione; e Ju udita dalla Madre Clemenza Fondatrice di questa Con-gregazione , che /tarlando famigliarmente col Salvatore , gli dicea : orsù Si-gnore , questo è il luogo , ove voi avete voluto venire; statevene pur conten-to ira le spose vostre : vi metto dove ni inspiraste. Da tutto epiesto si ar-gomenta che 1' Oratorio di questa Congregazione s a stato scelto ded Si-gnore non solo per stanza del suo prodigioso ritratto , ma ancora per con-cedere ivi delle sue grazie , e favori ; come già tante volte ha jàtlo vederein effetto , non mancando giammai nè cera , nè aglio per accendere e can-dele , e lampadi avanti a questo divoto Simulacro , come costumano ledet-te Madri al tempo de’ loro ufficj , ed orazioni portate da quelli , i quali ri-corsi ne' loro bisogni a questo pietoso Busto dell' appassionato Redentoreprofessano con tale tributo d’ essere stati dalla divina Pietà graziosamenteesauditi.
Appiani Gian-Battista di Locamo. Fu uomo grande nel sostenere conmolta riputazione pubbliche e splendide cariche. L primamente LodovicoBorromeo Conte d’ Arona lo fece suo Castellano , indi Podestà di Vogo-gna Tanno i5i2. Odetto Fusio poi Governatole di Milano a nome diFrancesco I , Re di Francia nel i320. lo mandò Podestà in Domo d’ Os-cula , e in appresso fu eletto Tesoriere regio ducale in Milano . Attesa lasperimentata sua sagacità e destrezza nel condurre felicemente a fine im-prese ; comechè rilevantissime fu lui affidato da Guglielmo Gonfier Luo-gotenente in Milano per ordine Sovrano P arduo impegno di persuadere ,e indurre i Cittadini Comaschi a ritornare all’ obbedienza de’ Francesi , chenel i52i. erano stati scacciati da Como dall’ esercito della Lega di Papaleone X., di Carlo V. Imperadore, e di Francesco li. Sforza , Duca diMilano coll’ ampia autorità di promettere cinquecento scudi d’ oro d’annua