e renderà veramente immortale in Venezia il nome del nostro Sardi èl’aver raddrizzato senza diroccarlo il Campanile altissimo de’PP. del Car-mine , che strapiombava , e minacciava rovina. Morì in Venezia l’anno1699. e Pi sepolto in quella sle 3 sa Chiesa avanti 1’ altare di S. Maria Mad-rdalena de’Pazzi colla seguente Inscrizione.
i). o. j\r.
Inspector vere mirum miraris prodigiumSiste gresswn , eleva meitiem , oeulos erigeCuncUmter perlustra , accurate percuuctaJnspice mirabundus tur riin hanc peregregiani prope colabentem.Jngenio , virtute , industriaDominus Joseph Sardius peritus sua peritiaTotius Civitatis admiratinneOmnium populorum plausuJnvlinalam mirijìce erexit
Tanto viro benemerenti Patres gratulai)un-.li in grati animi obsequiumHunc lapidein personantem servatori suoFama immortali ad perennem posterurum memoriainPosuerunt.
Dopo la lui morte furono stampati varii poetici componimenti in sualode, de’quali uno qui ne trascrivo.
SONETTO
Toi'ni il fiato alla tromba, e Pimpla ( a ) intantoDa que’ sacri recessi eccheggi un vivaL’estro m’infónda il pastorei di Manto (b)
E mi regoli il suon la cetra Argiva, (c )
Mentre il gran Sardi in losche rime io cantoLe veridiche idee la penna scriva ;
Che se immortai di sue grand’ opre è il vantoGiust’ è, che in su que’marmi eterno ei viva.
Non più canti Babel gli empi ardimenti
Che se quei nella terra il piè posaroI tuoi posan ne l’acque i fondamenti.
Oh d’Artefice genio inclito e raro !
Per te il marmo già un tempo urna alle gentiFatto, è agli urli di morte allo riparo.
Jh segno di divoto ossequio , eparticolar inclinazione
D. C. D.