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LITANTRACE ANTRACITIC 0
diata prossimità agli scliisti micacei talcosi paleozoici oprepaleozoici. Nella Valle del Piave e proprio in queldi Lorenzago (Belluno ), si conosce uno stratarello insi-gnificante di combustibile di metri 0,15.
Presso i casali di Pecol e Mareson, in Val di Zoldo,nella località di Forcella della Grave, non lungi da SanTiziano di Goima (Belluno ), si riconobbe l’affioramentodi stratarelli di litantrace antracitico, adagiati e talvoltaconfusi coll’arenaria e ricoperti da schisto bituminoso eda calcare, Sarebbe facile che esistesse pure presso Co-negliano (Udine ). Almeno nella stessa valle, detto Canaldi Gorto , la Società Veneta montanistica possiede traOvaro e Cludinico una miniera di litantrace antraciticolamellare di buona qualità, peraltro alquanto terroso. Ilbanco misura metri 0,90 ed immerge all’angolo di 30gradi dall’orizzonte: tanto al riposo quanto al tetto èi*inchiuso fra roccie calcaree; soltanto al tetto vi ha unospessore intermediario di metri 0,30 di argilla. I lavoridella miniera di Cludinico, dopo esser rimasti abbandonatiper molti anni, furono ripresi dalla Società nel 1873,all’epoca dei prezzi elevatissimi del litantrace inglese .Contiene in 100 parti 78,3 di carbonio fisso; 9,3 disostanze volatili; 12,4 di ceneri: svolge 6310 calorie.Il giacimento passa nel territorio di Laveo ed in quellodi Lauco, indi, entrando sul suolo dell’impero austro- ungarico , ricomparisce nella Carniola ad Idria , ove èassociato al celebre giacimento di mercurio, come purea breve distanza dalla città di Lubiana , dove si fecerodei lavori pochi anni fa in un banco di litantrace an-tracitico di buona qualità, impiegando il prodotto perusi locali.
Per ricapitolare : le roccie spettanti alla base del ter-