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Storia dei Vulcani laziali / Giuseppe Ponzi
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pilli con pomici e cristalli di feldspato medile, rimaneggiati dalle acque salse edistesi in grossi banchi su tutto il fondo marino d allora. Al contrario le materiesaraventate dai vulcani laziali, sebbene ancor esse composte di ceneri e scorie, puremancano di pomici e di feldspati, dimostrando una modificazione sopragiunta nellaboratorio vulcanico, col correre dei secoli.

Determinato il luogo e il tempo delle eruzioni laziali, e i rapporti che ebberocogli altri vulcani dItalia , conviene passare alla rassegna dei fatti da essi compiuti,che essenzialmente costituiscono la loro storia fisica. Noi non sappiamo con certezzacosa era il Lazio prima che il vulcanismo se ne impossessasse ; però possiamo ima-ginarlo costituito da vaste pianure verdeggianti, quali doveano essere nellepoca allu-vionale, pasturate dagli animali, quando la natura riprendeva vigore al rallentarsi dellacatastrofe glaciale. Durante questa esterna tranquillità la nuova direzione che preserole interne lave verso questa contrada, dovettero fargli sperimentare i segni precursoridei grandi fenomeni eruttivi, e sottoporla ad oscillazioni sismiche, le quali crescendosempre dintensità, si convertirono in tremendi terremoti che la misero a soqquadro.Tali convulzioni portate al massimo grado, non cessarono fino a che non si squarciò ilsuolo, e il fuoco terrestre non fece la sua prima comparsa col più imponente e terribileaspetto. Da qui ebbe principio la vita dei vulcani laziali, ossia levoluzione di unaparabola di fenomeni, protratta per una lunga serie di secoli fino a raggiungere itempi storici.

Tanti distinti Geologi parlarono del Lazio : fra i più antichi Breislak e Brocchi,fra i recenti annoveriamo Murchison, Lyell , Bath, Forbes, Phillips, e tanti altri acui faccio onore; ma per brevità tralascio. Costoro scrissero cose stupende sullanatura, e sui prodotti di quella interessante regione. Però a gloria del vero nessunodiresse mai 1 attenzione allo svolgimento del periodo vitale di quei vulcani o allaloro cronologia eruttiva. A tal fine furono sempre dirette le mie peregrinazioni sulLazio , e i miei lavori, onde perfezionare per quanto è possibile il concetto di quelligrandiosi avvenimenti di natura, che pur sono parte integrale della storia fisica delpianeta. Conciossiachè domiciliato in paese, e fermo nel proposito, mi trovava nellemigliori condizioni ad una intrapresa che forse ad altri sarebbe stata più difficile.Di fatti dopo un corso di tanti anni di ricerche e profonde meditazioni arrivai final-mente a comporre un abbozzo seriale dei principali fatti, componenti la storia vul-canica del Lazio , distinta in quattro periodi eruttivi, alternanti con altrettanti lassidi tempo di tregua, o di quiete apparente.

Peraltro non è a credersi che tali periodi spiegassero eguale intensità e durata,imperocché tutto porta a credere che massime, e più gagliarde fossero le prime eru-zioni, e che nei successivi periodi scemando dintensità, per gradi si ridussero allascomparsa del fuoco, lasciando dietro di loro una serie di commozioni sismiche, chedi tempo in tempo ancora si fanno sentire per avvertirci, non essere peranche del tuttospento il vulcanismo laziale .

Questi periodi adunque sono:

l.° Al principiare dell epoca alluvionale fu la prima e vasta apparizione delfuoco nel Lazio con impeto tremendo. Questo dovette durare per una lunga serie di se-coli, giacche fu capace di rilevare in una scala immensa il primo e maggior sistema