§ II.
Connessione delle macchie colle protuberanze.
Lo studio delle protuberanze fu da noi coltivato indefessamente fino dallaprima notizia della scoperta spettroscopica del sig. Janssen, specialmente inordine alla loro relazione colle macchie e le facole, e fino dai primi giorninoi arrivammo indipendentemente da altri ad alcune conseguenze che furonosanzionate poscia dalle ricerche altrui. Queste sono le seguenti (1).
t? Le regioni delle macchie e delle facole sono quelle in cui a preferenzasi mostrano le protuberanze.
2 ° Che vi sono due specie di protuberanze ben distinte, le une leggere esottili simili ai cirri e pennacchi della nostra atmosfera; le altre dense e com-patte analoghe ai nostri cumuli , di luce più viva assai delle precedenti eda queste sorgono getti vivi e fiamme e punte di una prodigiosa variabilità.
3? Lo spettroscopio ci ha dimostrato che mentre le prime non contenevanoaltre sostanze che l’idrogeno, e la materia della riga D 3 , queste ultime invececontenevano una moltitudine complessa di sostanze che davano linee spettralidifferenti e numerose, e perfino rovesciavano tutto lo spettro. Sicché ai ca-ratteri fìsici suindicati si aggiungeva una specifica differenza chimica. Oltre100 e più righe si sono trovate rovesciarsi in esse e molte sostanze ricono-sciute, ma le più comuni sono il magnesio, il ferro, il sodio, la sostanza dellacorona solare che da la riga 1474 , le due righe tra B-C e a—B numerate l e 2nel catalogo di Young, e finalmente vi si è aggiunto il calcio.
4 ? Che la maggior parte delle protuberanze vive e a spettro multiplo coin-cideva colle facole, e che sempre si avverava il fatto che la dove era facolamolto viva aveasi protuberanza, benché il contrario non sempre si verificasse.
5 ? Finalmente fu messo da noi in sicuro, e sostenuto anche contro una osti-nata contraddizione di chi osservava con insufficienti mezzi, che nell’internodelle macchie si avea uno spettro particolare, che sturbava tutta l’armonia delleintensità usuali, e che mostravansi ivi dentro righe dilatate e rinforzate de’me-talli sodio, ferro, magnesio , calcio , e di altre sostanze producenti bande ozone di persiane assai diffuse: fatto che ora finalmente è stato ancor esso con-fi) A commodo deflcttori abbiamo raccolto ultimamente in una pubblicazione a parte tutti gliarticoli pubblicati nel Ballettino Meteorologico del Collegio Romano , a mano a mano che si sco-privano da noi queste cose, e questo servirà ad assicurare le date de’nostri lavori , e stabilirnel’indipendenza almeno, se non la priorità rapporto agli altri. La maggior parte delle seguenti con-clusioni sta nella pubblicazione fatta nel suddetto Bull. Meleor. del Collegio Romano del 30 No-vembre 1868.