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da foglia, due meli ed un gran noce) sopra lo sfrato arabile, in-calzandone i semi colla terra vergine, che levavasi dai solchi,sotterrando cosi la semenza e lo strato arabile. La semina sieseguiva lasciando cadere nel pozzetto 4 o 5 semi, i quali si sep-pellivano mediante un leggiero colpo sulle zolle col dorso dellavanga. E tutto questo lavoro veniva eseguito dai piccoli co-loni dello stabilimento in N° di 16, con attrezzi a mano. Lachimica composizione del fondo è siliceo-argilloso-calcare, con laesposizione al sud pendente al 5 per OfO.
3° Il suddetto seme era in piccola parte Sea Island, provenientedall’America ; il resto era dì quello regalatoci dal Ministero diAgricoltura e Commercio. Esso fu preparato per la seminagioneimmergendolo nell’acqua tiepida per ore 24; nove delle qualifu tenuto al sole il recipiente che lo conteneva. Quindi presadella colombina, e ridotta in polvere, fu mescolata con cenere:le quali sostanze, immerse nell’ acqua suddetta, vestirono a suffi-cienza i granelli del seme.
4° Otto giorni dopo la seminagione ne appariva la vegetazione,innalzandosi sopra la crosta terreni cotiledoni: le lunghe pioggie,seguite da cocente.temperatura, ne incrostarono la superficie, oveper molti semi rimase impedito lo sviluppo, mentre altri perirono,ed altri non nacquero. Forse anche la profonda vangatura con-corse al risultato che sopra, da far prescegliere in altra evenienzal’uso della zappa. Rompendo poi colla zappetta acuta la crostadella terra, e sradicando le male erbe che nascevano, il cotonecominciò a prosperare. Allorché fu vestito di 5 o 6 foglie sopra ilcotiledone, furono diradate le piante, lasciandone una o due perogni pozzetta, e in quelle ove non nacquero si tentò correggerneil difetto, trapiantando le piante superflue dai pozzi ove abbonda-vano; le nuove pianticelle barbicarono, ma intristirono, ritar-dando poi la fioritura lino alla seconda metà di agosto; e cosìil numero totale delle piante fu ridotto a circa 1200, non tenendoconto della raddoppiatura di esse, si perchè alcune poi avvizzi-rono, ed altre erano fin da prima isolate. Egli è quindi chiaro,che il terreno occupato dalle piante, quantunque nell’insieme siadi arq 4 80, pure in realtà non prosperò che in are 2 50 all’in-circa) distanti i filari tra loro un metro, e centimetri 40 gl’indi-vidui. Queste distanze in seguito furono riconosciute troppo li-mitate.
5? Il cotone fu sarchiato cinque volte; due per tenerlo mondodalle male erbe, e tritolare la superficie del terreno, una per Scal-zarlo, come si fa al granturco, e due ultime per rincalzarlo.