— 44 —
sarebbe stato in Cartagine, colla quale combatlcvasi a forzepari. Anche Numanzia , anche Cartagine nuova, anche Car-tagine antica venivano o distrutte, o saccheggiate, o mul-tate con somme immense. Pure i Romani continuaronolunga pezza a fingere coi Siracusani . Si dolevano della li-cenza dei soldati ; ascoltavano benignamente in Senato imessaggi de’ Siracusani che accusavano Marcello presente ;mandavano un pretore che provvedesse ,• amavano Gelonedefunto ; volevano ad ogni modo proteggere Siracusa , ere-dità di quell’ ottimo re. Così i Siracusani , molto sperando cmolto temendo, non proruppero in fierissima ribellione : apoco a poco le ricchezze scomparvero; fu vinta Cartagine;allora non si parlò più di Gelone e di Siracusa .
I Cartaginesi avevano perduto le isole, perduta la Spa-gna , perduta l’Africa , perduti i vascelli, perduto l’oro :quando non vi fu più oro, non vi fu forza; quando nonvi fu forza, non vi fu Slato. Cartagine veniva distrutta. Daquesto momento i Numidi già alleati de’Romani, e favo-riti da essi, divennero soggetti prima di fatto, poi anchedi nome a Roma preponderante. I Numidi infestando Car-tagine alle spalle, mentre Roma la assaliva di fronte, contri-buirono grandemente alla sciagura di Cartagine; ma quandoCartagine fu debellata, quei Numidi già minacciati da Car-tagine, che pure aveva nella Sicilia e nell’Italia un frenocosi polente, più non poterono resistere a Roma padronad’Italia, di Sicilia , di Cartagine, di tutto l’Occidente. Nè vifu distinzione di Numidi amici e di Numidi nemici, di refedeli e di re traditori: i Romani trattarono lutti i Numidi ad un modo, perchè d’amici non avevano bisogno, c dinemici non avevano paura ; di servi e di tributi avevanosempre cupidità.
1 Greci od i Macedoni, che dir si voglia, poiché tutti iGreci dipendevano dai Macedoni più o meno direttamente,avevano veduto con compiacenza le sciagure di Cartaginee quelle di Siracusa . Ma avevano da ultimo preso a molestare