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Il Giappone al giorno d'oggi nella sua vita pubblica e privata, politica e commerciale : viaggio nell'interno dell'isola e nei centri sericoli eseguito nell'anno 1874 / dal Cavalier Pietro Savio
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DA YOKOHAMA A JANAGAWA.

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Appena il viaggiatore giunge in uno di questi alberghi o diqueste case da thè, le quali sono per lo più deliziose abitazioni,le giovani e vivaci cameriere, sempre di buon umore, accorrononumerose a riceverlo, e chiunque egli sia raccolgono con garbo,e tutte cortesi lintroducono nellalbergo, gli offrono un bagno,lo servono premurose di thè o di cibo se cosi desidera. Siccome,poi suonano tutte lo seiamisen (chitarra a tre corde) e su diesso si accompagnano nel canto, cosi rallegrano sovente la ta-vola del forestiere, facendogli sentire durante il pasto qualcheloro concetto musicale, che sempre lo rapisce e che riesce in-vece ognora disaggradevolissimo, come tutta la musica giappo-nese, all orecchio dell europeo.

Io non sentenzierò, come fanno taluni, dichiarandola senzaltroorribile : dico solo che il nostro orecchio la trova ingrata, perchènon è in condizione da comprenderla. Arte più di sentimento chedi pensiero, la musica non può essere in egual modo percepitae giudicata da tutti i popoli che abitano luniverso. La situazionegeografica del paese, le tradizioni, le leggi, la religione e lecostumanze le danno caratteri diversi e spesso opposti. Cosi lamelodia italiana, sublime sotto il cielo della patria di Bellinie di Rossini, giunta allestremo oriente trova affatto indifferentelorecchio del Giapponese , il quale invece si appassiona, si esaltae sintenerisce sino alle lagrime per quella che risuona nellesue isole.

Lamore e la venerazione che questo popolo ha per la musicaè tale, eh egli pure, nella sua mitologia, volle assegnarleun origine divina. Con una favola graziosa, che sente il ge-nio greco, racconta che la dea Sole, offesa da unaltra deitàceleste, si rinchiuse indispettita in una caverna, da cui non po-tendola gli altri Dei colle preghiere ritrarre, e luniverso re-stando in preda all orrore delle tenebre e dell anarchia, in-ventarono la musica, colla quale lincantarono e lindusseroad uscire.

Ma ciò che non si può a meno di ammettere, e il che recameraviglia, si è che malgrado così nobile ed elevata origine,malgrado il culto che le si rende, siasi rimasta nellinfanzia alpunto da non possedere ancora note musicali scritte per espri-merla. Essa viene infatti insegnata coll aiuto di canzoni, nellequali certe virgole, collocate a fianco delle parole, indicano