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Il Giappone al giorno d'oggi nella sua vita pubblica e privata, politica e commerciale : viaggio nell'interno dell'isola e nei centri sericoli eseguito nell'anno 1874 / dal Cavalier Pietro Savio
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DA YONESAWA A KAEITA.

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a diversi colori. Vi sono registrale infinite regole di creanzache sarebbe lungo lenumerare: come di non parlare allorec-chio duna persona, di non frugarsi nei denti collo stecchinosenza coprirsi la bocca col palmo della mano.

Il bagno fatto mi aveva ristorato, e mi sentiva proprio benee a grandagio nellampio vestito giapponese, il quale per Te-state è opportunissimo ed assai più ragionevole del nostro,ridotto dalla moda a non procacciarci comodo fresco.Approfittai quindi a mio vantaggio degli usi indigeni, e giuntalora del riposo, colla stessa veste che indossava, mi coricai soprauno strato di candide e finissime coperte di lana tuLte nuove,stese fra le stuoje ed una specie di lenzuolo in seta che sempremeco portava. Cosi risultò una specie di letto morbidissimo, sulquale mi trovai a pieno soddisfatto, giacché punto non mi garbail modo di giacersi dei Giapponesi .

Tanto le loro stuoie sono belle di giorno, e grazioso e singo-lare e pulito il camminarvi sopra senza le calzature, altrettantosi fanno incomode e disaggradevoli durante la n tte, perchè Ttramutate in allora in letto, si presentano come nascondigli dispiacevoli insetti notturni dogni specie, che si generano facil-mente fra esse e le connessioni dei molti legnami che entrai! >nella costruzione delle case. E questo, pazienza ! sarebbe undisagio sino ad un certo punto tollerabile, ma ciò che mi ri-volta lanimo si è quellesser obbligati di dormire, per non po-ter fare diversamente, su coperte di cotone o di seta, in coloreed imbottite, le quali servono ad uso di tutti e per lungo lassodi tempo, senza mai fare conoscenza col bucato. Non altrimentisi procede per riguardo alle larghe vesti a maniche, parimentiimbottite, che nelle notti dinverno sindossano e tengono vecidi coperte. E per quanto questi oggetti vengano del continuoesposti allaria e diligentemente puliti e ripuliti con differentispazzole, pure per non andare sottoposti al ranno c è sempreda temere di vederli sorgenti di miasmi morbosi e quindi ca-paci di comunicare col loro contatto terribili malattie. Ed è inciò, come nel non usarsi biancherie di nessuna specie sullapelle, che sta forse la massima cagione del dominare malignin quella vasta regione il vainolo, la scabbia ed altre cutaneeaffezioni.

Ascoltino quindi coloro che intendono viaggiare al Giappone