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alimentato con legna si accende nella parte inferiore del forno,il fumo e le fiamme passano attraverso tutte le divisioni edescono dall’ultimo compartimento superiore per tanti buchi chetrovansi al livello del suolo. Man mano che i fochisti s’accor-gono essere giunti a cottura i compartimenti inferiori, cessano inessi il fuoco, e gettano legna nei superiori per mezzo di aperturache aprono in un angolo della parete provvisoria che ottura laporta d’ ogni compartimento. Gli oggetti rinchiusi in tanti tam-burri di terra refrattaria sovraposti gli uni agli altri ed uniticon creta escono tutti perfetti sia come forma che come tinta.
Tali forni sono protetti dalle intemperie da un gran tetto intavole di legno sostenute da travicelli, che segue la pendenzadella collina e del forno.
Uno di quei fabbricanti che visitai, e che trovai premurosis-simo di farmi vedere il suo piccolo laboratorio, mi diede prova.di conoscere discretamente i diversi processi dell’arte ceramicain Europa , e di sapere distinguere le differenze di sistema. Eimi assicurava che nel Giappone stesso ogni esercente quest’ in-dustria tiene gelosamente occultati i suoi processi di fabbricazione,e che appunto dipende da questi diversi sistemi, l’uno all’altroignoti, la immensa varietà delle porcellane e delle terraglie chesi veggono correre in commercio.
Preparano la materia prima come in Europa , schiumandodalle tine il primo strato per le porcellane fine, mentre il se-condo serve per le qualità mediocri, ed il fondo per le ordinarie.Alcuni danno ai pezzi due cotture, altri con una sola ottengono
10 stesso effetto. Adoperano molto più volontieri, come già dissi,
11 bleu che loro giunge dalla Cina , quantunque accada loro di
rinvenirne spesso del pietrificato nei luoghi dove vi sia statoper lungo tempo una carboniera. *
In quanto allo smalto osservava il mio interlqcutore che inEuropa lo compongono colle materie che servono a far il vetro,mentre essi non adoperano che la parte più eletta della com-posizione stessa della porcellana mescolandola con cenere fi-nissima.
Per le maioliche hanno buonissime argille che smaltano conun miscuglio di minio e magnesia passato al forno e sciolto incolla estratta da erbe marine. Nei loro colori minerali mesco-lano finissima polvere di vetro e magnesia, sciolta nella stessa