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estere che si recano a Tokio . r Ricco ed elegante ne è il disegnoe nulla vi manca per renderlo una dimora delle più incantevoli.Ivi prese stanza S. A. il principe Tommaso, quando, nell’annoscorso, toccò il Giappone , durante il giro intorno al globo dalui intrapreso a bordo della Garibaldi. Gli furono fatte daiGiapponesi le più calorose accoglienze, e S. M. il Mikado nullaommìse perchè il soggiorno gli riuscisse gradito. Il nostro prin-cipe dal canto suo co’suoi modi gentili seppe attirarsi le sim-patie di tutti, e la sua presenza valse a stringere vieppiù i le-gami di amicizia che da parecchi anni ci stringono a questanaziorfè.
Non è che dal l.° gennaio 18.69 che la città di Tokio venne apertaai forastieri, ed il governo concesse loro un tratto di terreno,detto Tzlìigi, prospiciertte al mare, con facoltà di costruirvi caseed esercitarvi libero commercio, ma con assoluta proibizionedi abitare altrove. Lo sviluppo che si poteva supporre dovesseprendere quella nuova colonia per 1’.immediato contatto coinegozianti della capitale, che esercitano su vasta scala il com-mercio d’importazione e d’esportazione, non corrispose alle aspet-tative. Poche e di poca importanza sono le case commercialiche vi iìssarono la loro-sede: solo duecentocinquanta stranieriabitano in oggi lo Tzkigi: e però gli affari sono meschini, e igrandi scambi di prodotti continuano sempre a farsi in Yoko-hama, dove i negozianti di Tokio preferiscono recarsi, potendoivi speculare sulla concorrenza, ed aver grande libertà di sceltapresso le case colossali che vi dimorano, le quali sono ognoraabbondantemente fornite di qualsiasi merce. Quindi pei forastieriTokio è piuttosto città di distrazione che di [affari , tanto piùpoi per quelli che abitando da parecchi anni il Giappone siabituarono alla vita degli indigeni e ne gustano con esso ipiaceri.
Il giapponese prova entrando in Tokio lo stesso effetto , main grado maggiore, che risente il provinciale d’ogni paese po-nendo piede nella propria. Sia egli ricco o povero trova dapassar bene il ,suo tempo e da divertirsi, e però il concorsoè sempre numeroso, e la presenza di tanta gente venuta dal-l’interno, accresce mirabilmente quel formicolaio di persone ches’incontra del continuo lungo le vie. Il popolo di Tokio è labo-rioso, intelligente ed attivo, ma anche vivamente propenso - al