pfidi fossero, quello che a Ioro si presenta peravventura vedere.
§. XXII.
Un’ altra parte delle nostre eure sf dee ri-volgere alla scelta ed all’ apparecchio degli strö-mend , dai quali dipende il pregio e dird cosiil momento delle nosrre esperienze ed ossem«zioni. Poiche sebbene per Ia negligcnza invo-'lontaria degli artisti, o per causa delia materiadi cui son costrutd, o per altro naturalmenteseco portino qualche imperfezione J pure con-fortano 1’ imbellicita dei nostrrisensi, e Ioro im*prestano quell’ esattezza di cui sogliono esseresforniti. Prima dunqu.e di metterli in praticasono da esaminarsi con ogni diligenza, ed at-tentamente da studiare per esser sicuri delia lo :ro bontä e perfezione. Ci dee esser noto il lo-ro meccanismo , il grado d’ incertezza in cui ciIasciano, 1’ imperfezione delia materia di cui so-no fabbricatij 1’opportunita di usarli, gli erro-ri a cui sono sottoposti, il modo di rettificarili, ed ogni altra cosa che al Ioro diritto usoconduce. Indi e che non pochi fisici sono sta-ti ancora artisti. Lewcnoeck-era il suo ottico,Reaurnur facea i suoi termometri, Deluc i ba-jrometri, Nollet smaltava e. torniva, ed Her-schel al presente d quello che fabbrica i suoistupendi telescopi. . n - ” <