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Sismopirologia : terremoti, vulcani ed oscillazioni del suolo saggio di una teoria di geografia fisica / Gerolamo Boccardo
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326 P. II. CAP. 'VI. teoeia dei vulcani

lunari, con somma cura disegnati dagli astronomiod anche fotografati, non sembrano (tranne unaeccezione di cui parlerò fra poco) aver subito al-terazioni, dacché vengono dall’ uomo osservati. Lescintille, delle quali parlava Laplace , sono general-mente attribuite a mere illusioni ottiche; ed in quantoagli aeroliti, la loro origine è ben altrimenti remotanegli spazi celesti di quel che sia relativamentealla Terra la Luna (*).

La forma dei crateri selenitici è del resto notevol-mente diversa da quella dei terrestri. Mentre uno deipiù grandi che esistano sul nostro globo (la Calderadel Fuego, nell’ isola di Palma) non ha che 8 chi-lometri di diametro, quello del monte Claviws sullaLuna è di 227 chilometri; ve ne hanno otto altri, ilcui diametro è da 112 a 184 chilometri; e dodicidei minori circhi lo hanno di 90 chilometri. Seimmaginiamo che la Boemia intera, circondataconi’è di alte montagne, costituisca un solo cra-tere, potremo formarci una idea di quelle immensecavità lunari.

Or bene, ripetiamo, come mai ci renderemo noiragione di quella formidabile attività vulcanica, di cuiil nostro satellite è stato il teatro, con una teoriacome quella che fa dipendere la eruzione c tutti ifenomeni plutonico-sismici dalla presenza del mare,dal momento che è provato clic la Luna , priva diun’ atmosfera, non può perciò stesso avere mari, nè,per conseguenza, quelle filtrazioni di acqua e quelle

(*) V. la mia Fisica del Globo , lez. XXI.