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Tomo II. Vol. I
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to, e da questa proprietä si 8 ricavato H mo-do d> misurare la lunghezza totale degli spazjper mezzo dei tempi n° 50 . 2 0 che nel motouniforme la velocita e sempre proporzionale al-lo spazio diviso pei tempo, e chiamando V lavelocitA S lo spazio T il tempo -si ha 1 equa-zione fundamentale del moto uniformeIndi e -adoprata la velocita n 0, 5z come un ca-rattere che distingue -i moti uniformi tra di Io-ro. 3 0 ridotti V, S, T a tre numeri astratti nesegue che r = p sap-r o sia che il tempo e c-guale allo spazio diviso per la velocitä, c <lospazio e eguale al prodotto del tempo per lavelocita..

Deila form .

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54. Se dai fenomeni simultanei del moto,quali sono lo spazio e il tempo, ci rivolgere-mo a considerare la causa del moto, dobbiamoinnanzi di ogni altro confessare , che questa cau-sa e a noi del tutto ignota. Ma comc e certodie il moto ha una causa qualunque ella sia ,che lo produce ; cosi, non ostante che ci siaincognita, abbiamo designato questa causa col-,la parola form. Indi i meccanici sogliono usa-;re 1espressiom di ejfetto e direzione di forza,intendendo per effetto di forza quello di met- jtere in moto un eorpö, quando niente gli **opponga, e per direzione di forza la linca ret*