Parole dette alV Assemblea del Circolo il'Agno dal Presi-dente del suo Buro il giorno 5 settembre i83o prima delleElezioni.
Parra strano che una voce giovanile si levi in giornotanto solenne e in tempi calamitosi non per adulare un po-polo ma per favellargli liberamente del debito suo verso sestesso, i figliuoli ed i posteri, per ammonirlo severamente adessere giusto ed a compiere quella generosa opera di reden-zione che fin dalla splendida origine gli valse nominanza egloria presso le genti. Pure se la mia voce si leva in questafamiglia d’ uomini liberi mi verrà perdonato, perocché lamove una bella fede negli esempli delle antiche viriti e quelsanto affetto della Patria che mi favellò dolcemente sin dal-P infanzia. Che che poi me ne possa avvenire, io compieròuna nobile destinazione la quale non tradirò mai nè per vi-cenda di tempi, nè per mutar di fortuna.
Simile alle antiche tribù libere la nostra adunanza haper tetto i cieli, per sedile la terra, per testimonio la lucedel sole, le ossa de’ nostri antenati, i nostri cuori, il Creatoe Dio. Questa famiglia d’uomini liberi ha deposto ogni pri-vato rancore , prostratasi pur dianzi alle are della Divinità,e si è raccolta qui dinnanzi al suo tempio a far giudiziode’ suoi cittadini onde sceglierne i più degni ed affidar lorola sicurezza del pubblico diritto, le leggi patrie e la salutecomune. Tremendo giudizio ! che debbe egualmente far tre-mare gli Elettori e gli Eletti, che può trarrò a salvamentoo a perdizione la combattuta Repubblica, che può farci de-gni dell’ amore o del disprezzo dei popoli.