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Paroie dette all' Assemblea del Circolo A Aglio dal Presi-dente del suo buro il giorno y settembre i83o nelP atto discioglierla.
Concittadini !
lo ho un sacro debito verso di voi, un debito di grati-tudine e deggio pagarlo. Ignoto alla mia patria, io la reca-vo sempre nell’anima, desiderando da’ miei più teneri anniun di fausto per consecrarle l’ingegno e la vita. Ed è vo-stra mercede se in giorni cosi solenni alla Repubblica io hopotuto adoperare per essa ciò che mi dettarono i miei prin-cipii d’onore, e il vivo sentimento della mia riconoscenza.Chi, onoralo della fede di un popolo, chi avrebbe fatto me-no di me? ma chi più di me avrebbe desiderato di megliorispondere alla fede del popolo? Io non ho finora dato allapatria che voti e parole, ma ancora le serbo una mente eduna vita pei dì del pericolo se pur le verranno. E che var-rebbe ali’uomo l’ingegno e la vita se non gli fosse datospenderli a prò de’ suoi fratelli d’amore, della sua Patria?
Io mi lodo o cittadini con voi dei nuovi vostri Rappre-sentanti, e mi lodo con loro della popolare fidanza. Quattroanni decideranno se le mie congratulazioni sieno giuste emeritale. Che se di presente, onorevoli Rappresentanti, non soadularvi nè blandirvi, saprò bene da qualunque terra traquattro anni liberamente rinfacciarvi i mali della mia patria, seper voi questa bella infelice verserà nuove lagrime, o candi-damente encomiare l’amor vostro se avrete medicate le sueprofonde ferite.