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sono più atti ad apprenderli. Si deue inescar i’ arboro nuouo,oramogiouane, che non sia di più d’vn’anno,schietto, netto,fresco, non molto grosso, pieno di sugo , di poca durezza, e vi-goroso, e volendo inescare in arboro, ò ramo vecchio, oscuro,^inesca in parte,onde s’habbia tagliato vn ramo,ò ramuscello nonmolto giouane,nè molto vecchio, òdi due anni. Questi si de-noti coglier nel minuir del giorno, e nel crescer della furia-,.GÌ’inerti del Nespolo si deuono pigliar medesimamente nel me-zo dell'arboro, perche quelli di ìòpra sono vitiosi, se però non-»fossero molto freschi. Si consentano, tenendosi sotterrati, par-te sotterra in luogo fresco, innanzi, che germoglino, e, volen-dosi portar lontani, siano portati convn poco di terra fresca, einuolti in qualche cosa, accioche nell’incalmarsi si trovino inamore : ma il vero portarli, è ne’ cannoni,pieni di miele,ben chiu-si, e così si conseruano per alquanto tempo benissimo.
Che non fi deuono imitar gli arbori grandi .
G Li arbori grandi non si deuono inescar, perche le calmemalamente s’appigliano, ma si deuono scalzar, e poi l’an-no tegnente incasinare quei peloni più beisi, perche appiglianomirabilmente.
Conte s ' incrimino le stante picciole .
T E piante picciole si deuono incasinare vn piede, e mezo al-
J_ i te da terra, ma sempre è meglio, quanto più saranno vi-
c.ae ana terra.
Come fi dette inettare /' arboro picciolo nel grande ,e non il grande nel picciolo .
S I deue hauer questo auertimento di non inescare gli arbori,che vengono grandi, in arbori, che siano di corpo picciolo,pircsieà iongo andare crescono tantoirami,cheamazzano,e
G spezza-