Spiegazione dalla Tav. LY. alla LYIIL
Al Ponte > descritto nella Tsy. XXLIX. fatto dd Zabaglia 5 che servi per molti «nini & re*staurare la gran Yolta , ne fu sostituito un altro da Maestro Tommaso Albertini, soprastantede’ manuali della Rev. Fabrica , sotto Y economato di Monsig. Marco Antonio Marcolini. An-cora questo Ponte si dismetteva in tutte le sue parti, e si ricomponeva tutte le volte , chene occorreva Y impiego . Esso fu costruito nel piano della Chiesa presso la tribuna de’ SS.Simone e Giuda ; e fra gli altri manuali vi prestò la sua opera Maestro Antonio Zabaglia ,fratello del defonto Maestro Niccolà . Diversi saettoni dal cornicione in su reggevano i repli-cati ponti , e questi stessi ponti venivano ancora sostenuti da diverse funi raccomandate adelle grappe di ferro ; oltre alle altre forze che vi erano applicate per i diversi buchi , chetraversavano fino al di sopra la volta. Questo ponte servi per molti anni , finché poi si ven-ne alla costruzione di altro ponte , ideato da Pietro Albertini, figlio di Tommaso , all’ occa-sione che dovette ridorarsi la gran volta del Tempio.
TAVOLA L V I.
D ovendosi fare dei ristami , ed ornare di mosaici la cupola della Madonna , detta la Gre-goriana , perchè fatta edificare da Gregorio XIII . vi fu fatto questo ponte , sotto la dire-zione dello stesso Tommaso Albertini ; rappresentato in questa Tavola, tanto in pianta che inprospetto , ed elevazione fin dentro il lanternino , per far parte nella presente Raccolta .
TAVOLA L V I I.
S i stesero ancora più oltre le idee di Tommaso Albertini, e si determinò a dare la normadi un ponte da doversi costruire, ogni volta che fosse caduto il bisogno di ristaurare la granCupola Yaticana . Esso è costruito direttamente per fino, che gli fu permesso dalla curvatu-ra della cupola . Indi se ne forma il termine per mezzo di una platea pensile , appoggiata atre candele di doppie orecchie , che partono dal Lanternino , sopra della quale poggiano duealtri soprapponti . In tutta V altezza non si è ommesso di far uso di grossi ramponi di fer-ro , e di convenienti staffe per la concatenazione delle diverse travi. Un tal ponte non èstato mai eseguito , ma se ne conserva coll’ incisione l’idea ; e vi si è apposta la scala dipalmi romani per rilevarne le giuste dimensioni.
tavola lviii.
D
ovendosi nell’ anno 177^* ristaurare , e ridorare tutti gli stucchi della volta principale delTempio, vi fu bisogno di costruire un grandioso ponte per poter eseguire una tale opera-zione . Questo fu messo insieme nel piano della stessa navata grande , colla direzione di Pie-tro Albertini, figlio di Tommaso , allora soprastante de’ Manuali della Fabrica , di cui ne fu1 idea . Esso era composto di undici ripiani, indicati nella tavola , cui si è unita la scala de*palmi romani. Sarebbe stata una lunga operazione , ed altrettanto incomoda il doversi serviredi un ponte , che si fosse dovuto ogni poco scomporre e ricomporre , di mano in mano cheavanzava il lavoro . Fu però pensiero di Pietro Albertini, che questo suo Ponte non dovessescomporsi ogni volta, ma bensì che potesse scorrere tutto insieme pel cornicione della Chiesa ;e come era stata formata l’idea , così fu eseguito in opera, e con esso fu terminato tutto ilnecessario lavoro.
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