her ſuiſoerato del vaſtro nome: ma mille volte pi rimarrei ſodisfatto;
ſe voi dal vino affetto Chriſtiano rapito, faceſti quella ſanta vnionè alla
Fe noftra, che merita la Relencione di quel Signure, che ſpiccato dalleviſcere NHebree, per voi ſub viſcete particolari ſuiſteratumente morſe.
Deh che vi gioua, Caro M. ubhramo, leſſer voi nobile, per quanto com
Porta la miſera conditione della voftra genie; nato di patria Illuſtre, ſi co
me è la Citid di Mantoa pragenitrice d huomini ſegnalati al mondo; diſci-
Plinato per la natiua cura de parenti al par dogn aliro ſoggetio politico,
& ciuile; commodo quanto ai beni di fortuna, che partè dal padre laſc ia
ti, e parte dalle votre virtii felicomentè guadegnato bauete, rico
d ingegno, copioſo di giudicio, abondante di prudenga, nobilitato di co-
umd, adorno di gentiliſſime maniere, amato pid da Chriſtianb, che non
merita lodioſo nome della naſtra natione, ſe con tutto queſto fra ſi diſper-
a gente, anima voſtra errante,& vagabonda, ſmarrita la via della ſa-
. lute, come in cieco laberinto aggirandeſi, è per netarè in perpetue tene
a bre eternamente ſepolta? Voi fute eſpreſbo torto d quella ciera honorata
c hauete, la qual non ha ſemilitudinè alcuna d Hebreo, d riſiutar la nobi-
liſſima legge de Chriſtiani, en vcler piũ preſto tra viliſſimi vaſſalli perſe
uerare indegno ſeruitore, che tra Signori& Caualieri Ch riſtiani appare
re vn Prenci pe, comè ſareſii fra no tenuto,& rietuuto. Ma, ſe pur tan
to vi piace lo ſtato humile& baſho, che diſpregiate la grandeʒ xa,& pom
paſignorile della Chriſtiana corte,& godiate del nome di ſeruitore,&
garzone, io vofferiſco vn preſagio dinanzi, ebe, amando que flo nome, io
Pero che la diuina gratia debla operare vn giornos che voi lo poſſediate
conue neuolmenie, tronadoui regenerato in Chriſto Signor nefiro pix opra
dt/ Garxoni. Mas quando fia quel giorno, che la Chieſa noſtra trionſi di
queſio ſuo terribile aunerſario,& cheè i ſacroſanti altari Chriſtiani arſi
di gigli,& amarantꝭ, ridano di dolce aas vedendo off erto il ſuperbo Leo
ne qual vittima manſueta al pio lanacro di Chriſtos Non ii giouard(cre-
Iloaeß dere a me M. Ahramo Carilſimo) Vhaner di giouenetto imparato ber fet-
alla Iuſei tamente harte dello ſehermire,& ſotto diligenti macſiri appreſo ĩ punti
plina, che da ripararis,& offender(come piu volte honoratamente ui ſucceſso)
Hel pale El Limici hefti, che contra la croce di quel grande E eres che moren.
par 40 diiſt il uele del ten pio ſieg le pietre: aperſe i ſ: polehri, eceliſgo i
da gicue- Ium¹ Ade eitlo, otetnebrò la luce, e iHluminò la notte, non potete hauer
netto. cem modo ri pan eit ſchermo s cbeè al in biſognard che tutto placido,&
benign dc pefta la ferc bia di quel crudo ſanguc Hehraico, appreſentia-
le ai piedi ſuoi cl tcde nd pace, dimandande ucnis,& ſupplichenelmenti dice nde. Miſerere mei Domine fili aud Habbiame niſtoaliri E eo-
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