4 P R O L O 6ti Numi, nõ ſia minore inconueniẽza, che queſto noſtro ſerittore, porper Fode, per gli Hinni, per gli Cacici:e per gli Salmi debiti al ſommoEioue, parli de Lenocini j di Venere, delle guerre amoreſe di Cu pi-do, delle sfrõtate ipudleirie di Hora, dell intemperãze grandiſſime diBacco, diſdicẽdo queſti ſoggetti tali alla perſona ſua nel modo iſteſſo.Ma, dato ancora che la materia ſia bella, che ſia degna, che ſia marauiglioſa,& C habhia ogni qualitꝭ d honore in ſe ſteſſa non giudicaretevoz che infinite coſe ſian rubbate da queſti,&cda quel laltro per tanteauttorita ſparſe in queſt opraꝭc che la cornacchia d Horatio al reſti-tuir delle pene, debba reſtar sẽplicemente ſueſtita, e ignudaze poi cheforma di parole, ouero di limatura ci ſcorgiamotet che ſtile elegãte eil ſuo, che poſſa paragonarſi con Ia lin gua del Bebo, d del Tolomei, ddel Ruſcellozda partorirli quella gloria, che i buoni ſcrittori moder-ni cõtẽdono, per acquiſtareẽse foſſe qui Calliope inuẽtrice delle lettere& de pũtĩ ella ſaprebbe dir meglio di me quanta copia d Ortografia coſi latina, come volgare è inſerta in tal compoſſtione,& forſi cheScopaci ci trauagliarebbe dentro gli anni di Neſtore,& lo Spauteriqſi ſpauẽtarebbe a xitrouare vnꝰ eſſærcito daccenti,& di pũti, che ſtãnoipegolati molto ſiniſtramẽte nel fondo qi queſt' opra. Ma cost auuiene a chi vuol partorire auanti tẽpo, che ſi formãgli aborſi,& ne naſcono i mõſtri horribili da vedere: poi che il noſtro grauido ſerittore nõhà voluto affaticarſi come Latona in Delo, dietro al ſuo parto, nõ im itar quel Cinna che in noue anni cõpoſe la ſua Smirnaznon leguir'i veſtigi d'Iſocrate, il qual formò il ſuo Panegirico i dieci anni, na far ca ime le donne Hebree, che ſenza balia, o diligente nutrice, ſon ſolite 4cacciare in vn tratto fuori il parto da lor medeſime. perciò nõ ꝭ marauiglia, Sopremi Numi, ſe a queſto corpo dellopra ſua ha cõgiõto dueprologhi per capi, come veder potete, eſſendo tutto il parto ſcõcertatod& per labondãza delle materie, nato queſto monſtro di due teſte;aſſai hen ſciocco, et ridicolo, come la legge de cõmuni ſerittori ſapràbeniſſimo diſcernere, et giudicare. Che gran dottrina poi, dite di gra-tia, riſplende in queſt ho pra, da paſcere, et da cibare gli huomini ſodi?ꝰet che ſorte di exuditione contiene in ſe ſteſla da u guagliarla ai dottiſſimi cõmẽtarij di Filoſofia, o Theologia, o c altre diſcipline, che alla Stãpa ſi vedono albetà noſtradSi ſcorge qui forſe vn methodo ſcolaſtico, come quel d Aleſsãdro de Ales.& d Hẽrico: na profondità Filoſofica, come quella di Simplicio, d Auerroe, e del dottiſſimo A phro-diſeovna diuerſità qi lin gue, come appare in Hieronim o, in Origene,et nel Picoꝭvna vniuerſalità nelle ſcièze, come dimoſtra Alberto, Raimõdso Lullio, Gregorio Tholoſano, et altriꝭvn ingegno profondo, come quel di Boetio, d Archimedes, e di tanti altri Matheimaticibyn ſpi-rito eleuato, come quel del Fcino, del Barbaro, et del Politiano?8 N Wa
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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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