M. Varrone. iEſsempinotabili
Quintilia
NO.
30 n AA.
atteſe allarte del Piſtrino? che honor di meno ha Cleãte filoſofo di-gniſſimo ſe ben ſi troua ſcrittoa che di notte cauaua acqua da pozzi:Che honor di meno hà Helio ſofiſta, ſe ben di lui ſcriue Quintiliano,che tu orefice, gioielleti:ſarto:e bhoccalato inſiemesanzi che queſtarti accreſcono la gloria loro, eſſendo parſi al mondo perſone vniuerſalis di facile riuſcita in ogni attione. Gli inuentori dellarti nd eran tenuti per Dij da gli antichiꝰ Et Virgilio non poſe ne campi Eliſij quei
ch aiutar la vita con Parti da eſſi crouate? Callia Athenieſe comico ns
torſe ancora lui delle funi Epitetto Filoſofo non atteſe allarte ſerui-ledbitagora non fu yettorino ſecondo Aulo Gellio) Il prudentiſſimo
Alfonſo Duca di Ferrara nõ gettò Tattegliaria da ſe mecdleſimoLagri
ThomaſoMorg,
Heraclide.Melpomenee Tha-lia.
coltura preſſo a gli Vtopienſi(s vero quel che dice Thomaſo Moro)non èſempre ſtata in prezzo grande? preſſo ai Fenici non dimorauavna moltitudine inflnità d artefici d ogni ſorte, ſecondo Piodoro nellibro decimo ſettimoꝰ I Theſpienſi non ſono già niente lodati da Heraclide nelle ſue Politiche, perche erano troppo inetti,& negligenti,ſtimando eſſer coſa brutta eſſercitarſi nellaxti. Si lodano pur Mel po-mene, e Thalia inuentrici, l vna delle Tragedie, laltra delle Comedie,le ben conſtituiſcono arte comica da molti diſpre Zzata. Non ſon lo-
dati nell Eccleſiaſtico al capitolo 3&. gli Agricoſi, gli Architetti, i Fa-
bri ferrarij.i Boccalari,& altri profeſſori di miſtieri dal mondo hora
Salomo -
ne.
auuiliti:Odaſi la cõcluſione che fa il Sauio in quel luogo. Omines hi
dice egli)in manibus ſuls ſperuuerunt,& vnuoquisque in artè ſua ſapiensell, ſine his omnibus non ædiſicatur ciuitas. Per tutte le ragioni adunq;
& coſa honoreuole ſapere e delle ſcienze, e delle diſcipline, e dellarti
mecaniche ancora: e quantunque alcune ſiano in ſe ſteſſe viliſſime&
infami, nondimeno illuſtrano con la ſua vergogna Tarte più nobili,come le nubi fanno apparer piu vaghi i raggi ſolari, che malgrado di
Quintilia 59Petrarca.
Seneca.Detto di.GiulianoIuriſcon-ſulto.
loro ſpuntano fuori del tenebroſo velo, hanno attorno. La onde, eſ-ſendo queſta la concluſione, che nobiliſſima coſa ſia ſaper dl ogni co-
ſa in bene, io porrò fine a queſto mio vniuerſal diſcorſo, com poſto in
lode delle ſcicze,& dell arti in generale, eſſortãdo ciaſcuno alla pro-pria operatione dell'intelletto ſuo, la quale&( come dice Quintilianonel primo libro delle ſue Inſtitutioni)cercar d intẽdere, e ſapere. E tã-·toi piu che nel ſapere cõſiſte grãdiſſimo diletto. onde il Petrarca diſſe.Altro diletto che imparar non tuo.
Et di piu nõ mediocre felicità iui ſi vede eſſer ripoſta. Pereiò diſſe Senecaa Lucillo. Beatam vitam ſapientia per fecka eſficit. E ſe gli ellempihanno da mouere i ſpiriti dell huomoa queſta uniuerſale intelligenza, leggaſi quel di Giuliano Iuriſconſulto, il qual ſoleua dire. Se ib haueſſi ambidue i pia di dẽtro alla foſſa, ancor non reſtarei di ſtudiare, echimparare. Leggaſi quel d Heſtico Pontico appreſſo a Nicia, che ſole
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