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56 FFgonernoſitc tr Hoi: ſeclerato. Pi Alb aliro raccdtano il Platina: el Coro, cheII Corio. t nel dominio coin ghéllo, viſſe come Leone, e mor ſe come lupo. Ne li-bri de Regi pabhiamo di Ioas ſigliolo di Ochoʒia Re di Giuda, che per vngr tẽpo fu ottimo gone nator del regno, e in fine dinène come tirãnò la on-de meritò da ſerui pprij eſſer in letto vrciſo. Per umaltra ragione e giudica
to i gouerno ppetuo nõ eſſer a ppoſito, pee ſe vm al tro ha d ambire lite
ſo gouerno, egliè molto minor malè deſiderareè la cõtumacia, o vacation diIllo, obe la ſua morte, p la quale ſola può puenireè al fine del ſuo deſiato inttoze poche ſonete accade, che i buoni Gouer natori ſi cãgiano in rei, onde por-gono ad altri materia di pcurargli ddno, cõ la vacatione ꝓpinqua lietamꝭteaſpettata eſſi molte flate impediſcono il danno, e gli altri portando patien-Plutarco. Ag ceIſauo dal male, che forſi oherareh bono, done gotterno eſſer perpetuo. Per quo to ſi leg ge in Putarco, che Silla deponendo la dittura perpe-tua e vacando pontaneumente, ſi reſe amimirabile appreſſo& Romani,&.aſſicurò talmentè la vita ſua, che con tutto che haueſſe infinite inimicitienella citta, non ſi trouò maꝭ altri, ehe vi putto, al quale haueua egli vcciſoil padre, che oſaſſè fargli oltrag gio, e villania. Per il contrario(ſare, finche fan contento de gradi della Rpublica conſneti, paſdò con felicitd gx an-
diſſima il cor ſo di ſua vitas ma quando preſe l imperio aſſoluto della pattia
con quella eſſoſa perpetuitd, ritrouò un Brutto, e un Caſſio, i quali brutta-mente lo caſſorono di que fla uita con infeliciſima morte. Ne valè quellaFriuola ragione, che alleg ano alouni, cioè che la perpetuitd de gouerni accł
de i proprijn qouernatori d maggiore amore ui ſo ĩ luoghi da lor gouernati,perche con l ierten za ſi troua, che a punto ſe ne inuaghiſcono tanto, eheuogliono eſſer non Golernatori, mu Prenci pi, e ſi fan coſt forti in quei luoghi, che paiono ſignoria bachetta,e non miniſtri come neramente ſono. Leſ
ſempio ò chiaro appreſſo al Corio, al Platina, al Sabellico, al Biòdo di mol-
IE 1 f 5 5 5 fII Plariaa i Auignone, di pur Gonernatori delle cittd della Chieſa, diuentarono,
I niedlante lamore del regnare alſoluti padroni eſſ⸗ e i fecero coſi fortꝭco. che a difcacctargli ni biſognaron l armi, o gli cſercitiʒ e tutte le forꝭe del
II Bion Papato. Hor cotefto Ol amore, che por tano lug hi, che ſe fan padroni
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do. 7.; 758 d eſſi, e ſon tanto acciccati dal groprid intereſſe, ehe 0975. le poſſeſſfoni, gli thorti, i giardint le calkutta in ſomma c la loro, ne ſi conoſce min
coſd par di loro,
berio d alcuna ſorte, ina ſola-
mente prigcipatoregno, e liranuia. C he coſa dird il mondos r hanno dadracer que fte ragioni, o no? Non è egliil hero,(he i Gonernaturi on beeAro mers Far V f
Fiali metamorfuſt diuen gono tiranni? Quando um min
70 commune per ſe Heſſo, diſſipa i beni Pla 40, 0am in haut hetti Ven-
trate vniuerſali, rende conto alla gro del ſuo mant
de come un prencipe, tient cu pia grandiſſi
Auga in tutii i piaceri carnali, e diſſolutioni ueneret, riducè in nliſera ſer-5 Al
N
ri ciranni d ſtalia, i quali nel tempo, che la ſede Apoſtolica era trasferita
i denari, i ſeruitorꝭ, la rohba
7 8. 70, Mende, e an-
ma di ſer uit per ſe ſolo, gal.
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