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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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76 r 2cinaia errar per le piaʒ gend ſrorrer per ĩ mert ati d negociar col mondo, drafficar col ſecolosa daſ ſi in preda alla libertd, e diſſolution, he caſa ha dadie il ſulaito in queſto bono.cn pio che riceue? quand il prelato fidtcti il di d cauallo per nercantar giumentiſe beſtie, quundo muta la hie-Ja in vna alla, la ſuc riſdia in uma di hen ſal oratoria in va cucina, quan-% la ping a diuenta pix xgaruolo da ſardelle, ſul nertato diuenta po-laruolo da paueri, in peſcaria diuenta mercatante da ranocchi, in leccu-ria diuenta vn lardaruolo da trip pe, e in ogni luogo auuiliſee ſe medeſimo,perde tusta la graui ta del monaſtero, che coſa dee dire il ſuddito d ve.derio in tal maniera di portarſis qui endo il prelato in luogo della kibbia fiadia ſolo ĩ Scar taſacci, il ſuo maeſtro delle ſentenʒe e vn giornalaccibo ma-le acconcio, il ſuo Breiario c una vacehetta di mille errori,& di millbvilup pin i ſuoi canoni ſono le partite della Tariſfa, le ſue prediche ſono lelite di ſattoria, i ſubi Theologi ſono con Mamotretio,& vn(atholicon,le ſue ſomme ſono gli inſtromenti de i debiti c hd fatto al monaſtero, ehe-/ hq da dire il ſuddito mirandolo tale, quando altramemte eſſer doe.rebbe? Quando il prclato non tien regola nelle alitie, non hd modo nella liberta, non hd ordine ne piaceri, non hd ritegno nelle cupiditd, non hdf Freno nell auaritie non hd rimorſo di conſtienda in caſa alcuna, ch eſſimpione può trarre al hora il ſuddito, che uaglia d riformario s quunddo il prela-70 C 2 pa quel del monaſtero, defrauda quel della religione, rubba quel.lo che cõmune, ap propria quello ch di tutti, ehiama caualli ſuoi, len-trate ſue. le poſſeſſioni ſuc, la caſa ſua,& non ſol col nome a Leſfetto fdogni coſa ſus, afitta ĩ campi ſen xa capitolo, vnde i frumenti ſenda pariici-pPationc d al cuno, fa i liuelli di propria auttorĩtd, fubrica ſecondo il ſuo ca-.priccio e humore, ende e bande d ſuo piacere, conuita que flo, pafleggia 7quellaltro, remunera groſſumente que flo adxlutore, dona ſouerchiamen-te 4 quel ſuo amico e dome flico, tuole a que flo, da d quell altro, conſuma ĩltutto, aiſipa ogni co. hf ripudia, trion fas gad xa, lando in fue Foglio ſantocon lagrimeuole eſſito q tutte leut rate del conuento,& di ſoprauan ⁊0ruſtico co i ſudditt importuno ne ꝑli auiſt, graue nelle correttioni,fattilio-ſo nelle uiſite, ftomacheuole fe rllan ge, ſcema il uetlito, diminniſte iluitto, pone i cadenax abe ĩ puntelli a quel pirciob neo di libertd inchiaua an cſa, rinſerra il tutto, b ſortiſica ĩ miſeri quaſi in im caflel d. Atblam- 9te; Halen gli ſolo ogni patente d andare,& d Aſcire, reftaudo e inca-thenati a quella e ſoſa ſernitl, the caſa uuol che dica il ſuddito, o che o pe-i eſſen do per queſte impietd rilotid in eflrema di eralione? Quando il 4Prelato ſi porta da carnefice uel caſtigare, da hireno nel tratlire, la Caco g5 5 5 Hello ſſaſſinare, da Mar ganore nel tirannegęiare il ſuddito, che coſa ſi può0 are, O dir di buono in que fto punto? Qu audo il prelato ſia ignorante commvno aſino, groſſo di name come vn buc, inſipido come una Pec ora, mat-N 8 10