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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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Y NITIVYERSAIL E. 243N habitarono quella regione, Fnche ſotto, Mosd furon di ſeruiti cauati;eſſ Egittij molte coſe appreſero da loro della diuina ſapienxa, le quali poinelle meimorie loro riſpoſero,& come proprie S uſur parono. Quefto dimo-Nrano chiariunente i ſcritti di Mercurio Frimegitlo pla molta cdformitdche hanno con quelli di Mosd. S2 a propoſito di riò le uoci coſ denerande,& ſacre, le quali ricorda jamblico nellibro de Mifterij Fgittije ciob.ICTHO N, AE PU,. Alu, N, ſono voi dalla lingua ſanta diſcęſe;in cio ſi lichiara, che gli ERgitiiß wollero eſſere imitatori delb altiſi ma ſaPiena de gli Heb rei, deſariuendo in quę fte note J occulta floſofia di tantimiſterij is eſſe,& per eſſe compreſi. i ſon di quelli, che penſano gli Egit.ti/ nõ hauer hauuto altre lettece. che ite notemma Theſeo Ambroſio Cano

unico Regolare Lateranëſe huomo di famaſa auttoritd nel ſub libro delle lin

guẽ, tiene il parer contrario, per cauſa d un certo libro antichiſſimo portatol India, ich ei dice d hauer vito? mano d um Canonico Bologneſe di caſa Paleotta, il quale era roperto d vna pelle di Tigre,& nel quale eran dipin-te varie ſigure d huomini, d animali,& d altre co ſe,& coſi intorno al li-bro certe note che lui ftimꝭ veramente eſſer lettere, ma occultiſſime: ondeegli dice che penſa gli antichi Egittij hauer hauuto non ſolo imagini, E. fi-gures ina cafattere veri,& al propoſito ſuo adduce Apultio, che nellun-decimo del ſuo Aſino d oro aſſerma, Lli Egittij hauer ſcritto con caratteriignorablli, henche per tali letterè ſi poſſano intendere quelle imagini,& fi.Sure d ani mali.& quefte ſeguenti ſon le ſue parole. De opertis Adytisprofert quoſdam libros literis igno rabilibus prænotatos, partũ figu-ris huiuſcemodi animalium concepti ſermonis cõpẽdioſa uerba ſuggerẽtes, parti m nobis& in modum rotæ t ortuoſis, capreolatumquecondenſis, curioſitate prophanorum lectione munita. Di qu Hie-ragliſici ſa młrionè il dot tiſſimo Filonè. Aleſſundrino nel primo libro dellavita de Mosd, in que fto modo. Coſi gli imparò da ĩ mac ftri Egittij inume -vi, la Jeometria, tutta la Muſica, la Rithmica, l. Armonicas la Metricas,C dl pin loccultaſiloſaſia dęſeritta con lettere, che eſſi chiamano Hiero-

ueriſcono. E Clemente Aleſſandrino nel quinto de ſuoi Stromati ſcriue.

che Mose ſecondola conſuetudine di quefta dottrina Hieroęliſica diede

molti precetti della vita morale ſotto ſimboli miſtic, e tropici d animali:come quelli. Neque porco, ne que Aquila, neque Accipite, neque Cor-uo veſcendum. E tutta queſt arte fis( come ſcrius[ ornelio Ta cito) ritrouata affine, che le coſe ſfinte,& uenerande non foſſero dalla volgareintelligenda proſanata. Et aſferma il Maugno Iamblico nt Miflerij, cheMercurio con eſſi Hieroglifici tronò la deiſica,& anagagita H rada allediuine Inftitutioni, la qual ſeguendo githy Profeta E gittiof, do po Lhauer-la trauata naſcoſta nc ſecreti della cittd di Soin, la inſegnò poi ad AmoneRe inſieme b la notitia di quel nome diI adio, il qual diſcorrè per h uni3 5 0 2 He

Iamblica.

The ſeo.Ambro-—

ſio

Ei lone

Jlißci, cio con note,&. figure d animali, che eſſi come dininitd ri- 1Tino.