FF 247Annotatione ſopra Ilxxviij. Diſcorſo.
Del coſtume tenuto de gli Antichi nello ſeriuere dice aleune belle coſe degneq Annotatise Pietro Vittorio, nel ſeſtode cimo libro delle ſue Va rie Le ttioni,al Capitolo quin to. il medeſimo nota che coſa ſia ſeriuere in aqua K uẽto, nelnono libro, al c. terzodecimo. E Filippo Beroaldo, nelle ſue Annotationi cötraSeruio, dice alcune coſette, che a queſto propoſito de ſcrittori nõ ſo no ingrate.Ma il Cardano nel libro terzodecimo de Re ri Var ietate, al c. 64. dice coſe moltiſſime intorno à ſcrittori, a Tẽperatori di penne,& A Chartari, che in quel luoo pollon notarſi. Fra ſcritto ri modernĩ è celebre Camillo Buonadio Piacẽtino.De Hie roglifici dice aleune coſe notãde Celio Rhodigino, nel 16. delle ſueAntiche Lettioni, al c. 25. Et coſi Battiſta Egnatio, nelle ſue Racemationi. CoſiPietro Crinito nel. de Honeſta Diſciplina, al cap. 2.& nel 20. al cap. 4.De Zitfranti parla il Beroaldo, nell Annotationi cõtra Seruio, con boccaſionedun paſlo duna Epiſtola di Cicerone ad Atticum.& molto piu] Vuechero nellibro de ſuoĩ ſecreti, come anco de ſcrittoti in uniuerſale. N f
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DE GAB IL ITS T L. wk Die.
T E le coſe miſterioſe& graui da gli buomini prudenti,e ſaui, con giudicioſo peccato, ſon flate all orecchie del volgo prohi bite, o alme no con tai velami& ombre recitate, chedognamètè ſon ſtate tenute come ſegreti di ſumma importan.
f ai e miſteri pieni d ammiratione, E di tupore. Inſegnò.- 8Ala ſecreteʒxa Mercurio Trimegicto cõ ill aureo ſuo detto, ch era coſa da 99end te irreligioſa paleſar per poco i ragionamenti pieni di mac id,& di Nus 1
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me. b inſegud anco Platonc, i quale ſcriuendo d Dionè alcumè coſe delle pri: Platone.
mne ſo fla ge, diſſe. Per ænigmat a dicẽdũ eſt, ne ſi epiſtola forte ad alioruperuenerit manus, quæ tibi ſeribimus, ab ali is intelligantur. L inſegno
Parimbte Pytagora col ſuo eſsd pio, perche della ſua dottrina grauiſſima po Pytagora.che coſẽ viuendo ſeiſſe,& quelle poche morendo raccommando con grade
inſtanx ad Dana ſua figlinol a, acciꝭ non foſſer nelbaltrui mani diuulgate.
con quefto ĩntento ſcriſſb il diuin Dioniſio Areopqgita al ſuo Timo rheo, nel Dioniſoſegucte modo O Timothee Diuinus in dinina doctrina factus, ſecreto Areopagianimi, quæ ſancta ſunt, circũtegẽs ex immunda multitudine, tãqu!muniformia hæc cuſtodi. Non ę chiaro che Liſide Pitagorico, ſcriuendo a I iſide Pi.Hipparco,iſegna eſſer coſa pia tenorè occulti i miſteri della vera Filoſoa? tagorico.nõ giuraron per queſto Plotino,& Origene(come ſcriue Por ſirio nellibro Porfirio.della Educatibe, ot Dottrina di Plotino al lor maeb tro Ammonio, di tener Themi-ſecreti i dogmi importiti da lui imparati? Non rac conta I hemiſtio,(hb.:Arictotile con que ta lagge mandò fuori ĩ ſuoi libri della Filo ſoſia naturale,
che ne ſſſun gli intendeſſe ſenxa l interpretation dilui? Ne i templi de gli
Egittij nõ ſi trotaua per ques lo ſcolpita la ginge, volendo dimoflrare, che
i dogmĩ ſanti ſolo per enigini s haucuano a pale ſares Non diſſe a queſto pro
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