Pl ſuperiorii come ſi vede al capitolo ſecondo del libro Pe ſubſtantia Orbis done grandemente commenda gli antichi, i Juali diſſero con veritdalcuni de corpi celeſti dare il calidoſ e il ſecco, alcuni il calido& humi-do, alcuni il frigido, e il ſecco, alcuni il Frigido,& U humido, et coſe le ſquat1 g tro prime qualit aſſer communi ai corpi oelefti. ma nel commento fe.ſageſimo ottauo del ſecondo del cielo, egli fteſſo conferma, chale ſtelle1 ö hanno non ſol la commune attionè ma le proprie in ciaſcuna coſa in ſuogenere iſi come gaturno ha la ſua propria attiont nelle plante,& mineral cocb dell altre ſtelle. Platon ancora nel Timeo aſferma, che in que-fo mondo inferiore niente ſi fa, ohe non hab bia il ſuo naſcimento,& non1 N Galeno. proceda da celefte cauſade Gale no, nel libro de ſemines chiaramente at-mug i te dta ogni ſaſtanda corporea animata er conneſſa ai Pianeli,& alle Hel„ i 1 le del Zodiaco, per Prender l influena loro. Damaſceno ne; ſuoi Apho-7 Alberto vin confeſſa i difetti, e le inſirmiid auuenire her la variatione,& muF Magno. katione delle ſtelle, onde Alberto Magno diſſe quell aurea ſentẽxa. Deus1 ereator cœli,& terræ, cœlum ſupet elementa inſtituit, ut motu ſuo geN Boetio. neraret, corrumperet,& conſeruaret cuncta.& Hoctio ancora par chedica l iſteſſo in quelle parole. Deus per ſe ſolum cuncta diſponit, ſed ad8. Thom. opera perficien qa, inferiora per ſuperiora diſpenſat. e S. THomaſo d. A-i quino nel libro de Fide,& nellaſomma cõtra Centili afferma, che Iddiogouerna le coſe qud da baſſo per le creature ſuperiori, cioꝭ perle ſecon-i c dle cauſe, et che dalla virtu decieli riceuon le coſs inferiori le lor ſecits eI Sueſla- forme. Il Fueſſano ancora fra moderni Filoſofi approba l'aſtrologias ha-0 8 no. uendone in piu luog hi parlato in bent,& malſimè ne libri delle ſue Eru-peretto ditioni. Coſi Peretto Aantoano huomo di non Picctola auttoritd, il qual1 Mantoa- parlando nel libro de Immortalitate animæ, de prodigij,& de gli eſfer-no. ri loro, tutti gli attribuiſce alla diuerſa poſitionè delle Felle, adaucendoN 1 5 Leſbe pio di quell Infantes che pone Abenragele aſtrologo in vn ſuo libro,. ü 8 il qual in ſpatio di 24. hore parlò,& prenonciò la Propria morte,& d cheg 0 fine era nato, cioè per ananifeſtare al padre la ruiua dello ſtato ſub. Ma bald Ouidio. ta cognitione delle ſtelle fu molto abondantemente da Ouidio eſſaltata in1 Auei verſi. Faœlices animæ, quibus hæc cognoſoere primusR Inque domos ſuperas ſcanderè cura fut 5Nan l ens,& vinum ſublimia peltora ſtegit,1 f Oſſiciumque fori, militiæ ve labor..Virgiko. IIche toccò Virg. ancora nel ſecondo della Georg. in quei vulgati Carmi.Flaliæ qui potuit rerum cognoſcere cauſas,Atque metus omnes,& inexorabile fatumublecit pedibus. 10 dS. Hieron. J. Hieronimo, ſoriutdo q Paulino, nõ aſferma la ſcienzade Medici, enzuella de gli aſtronomi lere vtiliſſina d morralis bionigio. Areopcgitai a 8 non
01 Platone.
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