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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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„ NI VE RSA E E. 409 5diſcoyſi di ſtelle,& altri oſtenticon natural ragione, d lecito,& conceſſos 5*delle quai coſe tratta heniſſimo Vito A merbacbio nelle ſue Meteore,& il 10Mizaldo nel primo della ſua C ometograſia ma ſopra tutti Paolo Ebero II MizalRetingenſe in un ſuo opuſculo delle Apparitioni delle Comete;& de ſuol do.effetti. L indouinare ancora per via d oracoliè coſa dalla chicſa dannata 1 9

G non d punto differente dalla prenicioſa idolatria, ne meno è mendace, Oracoli.& vana di quello, che ſuperſticioſa ſta e per queſto Euſebio nel 4. lib. de irparatione Eua ngelica, al cap. 2. dicb ĩ Peęripatetici,i Cinicte gli Epi-curei diſpregiauano le riſpoſte de ꝑli oracoli come uant, bugiarde,& fal-ſe aſfatto.& l iſteſſo nel cap. I. dice, che quaſi tutti gli antichi oracoli ſitrouanan falſis e ſe qualcuno pur ue riuſciua uero, era piu preſto d caſoche altramente. Il medeſimo nel ſoſto libro al capitolo quarto nota al-cune parole apertè di Porfirio, il qual dice chiaramente, che il Delſico A-pollo confeſſaua di non pote, dire il uero dalcune coſe future, ehe ꝑli erandimandate,& ch era impedito dal moto delle telle, che non lo laſciauanodiſcernerè la ueritd à ſuo odo. One Porfirio conchiude, che molte bugiediceuano gli Idoli eſſendo aſlretel da gli interroganti non hauendo loro iſ-quiſita cognitione delle ooſe future, perche( come dice eꝑli ſteſſo nel librode Oraculis) quęl che prediceuano o d inſirmitd, o di guerre, o di peſti-lengęs o daltro lo prediccuano con Voſſeruatione del moto delle coſe celegti,& con ragione Mathematica, come faumo anco gli. Aftrologi noſtri,.henche meglio diloro per la ſcienʒa maggiore, ohe poſſedenano,& Celio 5 CalCalcagnino nel ſuo trattato de Oraculis adduce à queſto popoſito che NApollo molte uolte agli interroganti riſpoſe con quel uerſo. aQuid fruſtra petitisb non noſtrum eſt ſcire futura.Aa Enomao greco tanto in ele ſofia, quãto in eloquenæa famoſo, benche gẽ ꝑnomao:tile, ſeriſſe un libro della falſitd de gli oracoli antic hiaridendoſi,& beffeg- 5giando apertamente i fmẽti de gli Dei adorati da gentili,& maſſimam Ete procede contra Apollo Delſico, di cui olti oracoli medaci dimoſtra, Mfra Valtre coſe dice queſte parole. Miſer igitur tu, qui Delphos habitansinde ad uniuerſum orbem inania fundis reſponſa; inſani autẽ᷑ oẽs ho-wives, qui ad te quaſi ad ueridicũ De occurrũt, nec me ipſum inſanũfuille inficior ꝗ& bis ambiguitate, ne ignorãtia tua dicã, fuerim dece-ptus. Clemẽte Aleſsadrino ancor lui in quel lib. doe cotræ i gẽtili alla fe-dle, beſfeggia ĩ gẽtili con queſte parole. Vltimo lentio Caſtalius,& Colo- Clementephoniꝰ fonte, cæteraq; fluẽta, q qiuinadi uim hab ere uicebätur,extincta Aleſsadricũ ſuis fabulis defluxerũt, totiuſq; uinattions porius, d. diuinationis ne no-phãda myſteria ceciderũt ſilet Dari, Phirhi, idem Amphiaraus„A-pollo, Amphilocus tacẽt Aruſpices, Augules ſomniorũ Interpretes,&qui farina, aut hordea uaticinabãtur. Ex Lattatio Fir. nel lib. de Origineerror is al e. 7. parlãdo de demonidice anch egli In Oraculis aũt uel ma-b Aimee