„v NIV ERS ARE. 357la hiada, metterglise cauargli la copertasfargliilletto; nettar la flalla1 Kregghiarglipettinargliaggroppargli la code porgli laſella per caualcargli, cinghiarglimettargli i fornim entimenargli fuora, tener la ſtaffaandarè alla ftaffa del Padrones e fornito il viaggio, trargli la briglioe laſellaſtegargliſguam xargli, aſciugargli, guardar ſe laſella gli ha fattomale, mirar ſe ſon gferrati,e menargli d ferrare. I cauallari,& ſeuitori daſtalla patiſcono ancor eſſi ĩ lor diſſetti: perche quelli laſciam talſorai ca.ulli, c · le caualle in preda ai Tupi per la dehileſcubtodia che n hanoʒ talhora le mandano ꝗ paſcere ne ſtuimenti di altri con danno eſpreſſo del compagnoze tal uoltaruinano iſtalloni per intenderſ poco del gouerno di eſſi,edi tutta la mãdra:& queſti ſon furfanti in caſa cb le maſſare, furbi pergiocare, mariuoli per il rub bare, poltroni per non uolerſi troppo aſfaticære, ubbriac hi per troppo crapulare, diſſoluti per uolerſenxaſaputa de patroni lußuriarezoue da di piglio alla rob ba di caſese la portano alle ſgualdrine, ſtanno ſule galoʒ ge con le femine di chiaſbo, uãno tutta notte fuordi caſa ciuettando, laſciano la ſtalla in ab bandonose 4 penaſi ricordano didare unaſtregghiata al cauallos chi lor raccommandato ſopra gli altri.Fono ſe pol chri da ogni parte anno di ftreggia da ogni banda, pus an daſtalla da per tutto, e a pena S accoftano à alcuno, che liſunno vomito conquel ruſſo da cauallino tantoſtomacoſb V inſidel tdbla pigritia, la poltronerial ignorũga. l habito da diſgratiato è piu proprio loro, ehe non il iuſſoda occa, a gli Hehrei,& la perfidia iſteſſa ai MNaran. e credo che nel loromeſtiero hab biano eletto con meſtiero la forca il badile,& la carriuola,pere he molti di loro ſtareb bono bene ſu una forca, per eſſer uitioſts e fur s. abulariFantize gli ſi connienè la carriuola da ſciaguratise i badile daſotterargli 3viui nel letame come diſſoluti. Et con eſſi nano del pari quaſi i tab ula-l Eflableridos detti da Spagnuolis che sõ quelli( come dice Vlpiano) cheHanno cura delle coſe pertinẽti alla flallai qualiſtabulari al tèpo de Romani honorauano Hippona Dea de' cauallis& il ſuo ſimulacro era locus Catalicio20 in flalla d un di coſtoro la diſſe Cantalicio come andaua in quel uerſo.Te mera quem nutris merda perungit equi.Et appreſſo a queſti cattengono ĩ Frabricatori delle ſcoue, abrde gentili erano ſoliti di honorare Peuerras laqualè da quella cieca genti vi di ſco-litd fu adorata per Dea delle ſcouc. I Mullatieri, ouero ſomieri latinamen 1te dletti Mallionesſonſtati nobilitati da Ventidio Baſo Picentino, il qua ri.le( come narra. Aulo Gelllo nel quartodecimo libro delle ſue Norti Atti 5che)atreſe ne primi anni a gouernarè i uli,& poſcia per Hoprè ſue ſesgnalate fu tribuno pretore, e cõſule komano:& fu il primo che triòſaſſede i Parthi in Roma. Ma però queſta coſa diſpiac que tanto al popolo Ro-mano, ohe per tutte le grade di Roma ſi trouanano queſti uerſi ſcritti inſeggia di Paſquinata. 8 5
quali 4¹ te pO Fabricato
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