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drucci,ò di qualunque altraſortè vi occorre,& premendo i formano mettendo ſo pra al banco ouè ſi ſpiananos arena aſciuttas perche la terra chèmolle non Sattacchize caſi fatti, poſti poi nell aere al Sole ſiſeccano,& come ſon ben ſecchi: ſi mettono in vna fornace ſimile d quella della calcinma pur è differente in queſtor che oue quella è tonda, queſta i fa di forniaquadra iſpetto all informare,& Piu alta cht largas hella quale ſi fan duebocche per il fuoco,& à ciaſeuna di loro ſe le fu anco il ſuo arc hettoʒe dentro poi ſe gli fabrica la ſua volta di mattoni crudi, acciò hella regga alpeſo deli ſoprapoſti matroni,&. ſia habile ad aſpettare il fuoco;& de-. conci per ordine in cotal modo, ſe gli dia fuoco continuamentè perſette, 8
onero otto giorni: ſecondo la quantitd del anori che ſon ſtati infornati,ouero inſino a tanto che ſard per tutto hene infuocatos fatto di colore chiaro,O bianco, perche all hora ſi ceſßard dal fu co, non toc candoli ſin che nonPon raſfreddati prima, perche non ſi potræb hono altramente maneggiareſendaſbexxarſi I mattoni(dice Plinio nel trigeſemoquintolibro, al capi-tolo quartodecimo)ſi fan buoniſßbimꝭ nella primaueras percio che di meza eſtate fanno le creppaturè. Eſſi ſono di tre ſorti,il olidoroʒil quale vſia-wo lugo vn piede e mexx& largo und il ſecondo ꝭ tetradorozil terxo pttadoro, percioche gli antichi Greci chiamauano il palmo doro. Piglia-no adunque il nome da quattro, d cinque palmiſocondo cMeſſi ſono. In Pittane cittd dell. Aſia, ein Maſſias e Calento cittd di Spagna ſifanno( dicePlinio)mattonii quali, quando ſon ſecchiiſtanno a galla nell acqua, per-che eſſi ſon di terraschib come pomice, la quale qua do ſi pus impiastrare,L utiliſima. Ma il Geſſo poi ſi f d na pietra hiand ar morti na;&. alcusna volta al quanto bigiuccia, luqual baia che ¶ fuoco ſcaldi, ſenʒ a al tra-mente infuocarla nella fornact, acciò ch euaporino certe ſolfareitd che cõtiene, e. alquanto d humiditd pen poterla poi impaſtare, imperò che ſen-⁊a tal ſiccitd il geſto non i flringereh be, ne potrebbe indurirſi, come ſi fa.Queſcte pietre ſi cuoceno in vn certo fornaciotto con poco fuoco e beſtanſiin polue re, en da poi ſi ſedaccianos ma non piu di quella quantitd che ado-perar ſi vuolè, o per murare, o per forimares, o per incroſtar qualche coſa,che all hora Simpaſtus pehie induratos cy egli ſia a neſßuna delle ſoprade t.ev ee coſe ꝭ bnonos ne anco a neſgun altra ch i0 ſappia, ſaluo che ai dipintori;quali bah brucciano, macinandolo ſottilmeni es& laccompag nano poiCleo la lor colla,&. di que 5io ingeſſano i lauoriiſopraæ quali vogliono poi di-pingere De Fonnaſari n troud altro eſſempio: eccetto quel che pone il Co Il Corio.
rio d vn, che fa cendo calcina mattoni, hebbe ſorte con Bernabò Hiſcõte da gli altri molto diſferente, imperò ches eſſendo egli di natura beſtiale
con tutti fu con eſſo ſolo gentile corteſe, hauendaſt preſo diletto di furlo
dir mal di lui, che iſconoſciuto parlò vn buon pe ſeco,& per la ſua li-
bert lo conduſſe a Milano, oue laccare xx graniemęute, Nando però ilag A
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Plinio.