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I NIV AERS AL E. 605
entendo il modo del dire, Pordine del narrarè, lo ſtile del parlare, lagt aia del prononciarè, le ſigure delle parole, linuentione delle coſe, il moto-40 preſo, il mex adope rato, il fine deſiderato, ogni perſona gli rimanè ſehialas per mera elettione ſeguacè e dipendente aſfatto. Anita il Gramma-nico nel ſcriuerlelettere amoroſe tanto ben meſbe e tanto bene apuntate,che rendono ſiupore, nel dettar politamente el ſpicgar galantamente.nell primer ſccretamente il ſuo penſieros e troua noui modi di ſcriuere, noue Aiſfere, noui enigminoui ſecrettihacciò le lettere no ſiano inteſe ſe nõ dachi ꝭ partecipe della coſa ſi ſa inc piaſtro di paglia ah hriggiat adi fuligi—ne, di gallaʒ& ſi leuano con ac qua di cal cinac cioo e di ſalnitro:ſi ſcriuè conſucchi di cipoliascon latte di ſico, oon lagro di cedroso di limone, con ac quaalluinatas e ſi moſtra al focoꝛſi forman caratteri con biacca ſtemperata conla gommia, es interpongono al ume: ſi diſtillano le luociol r e. ſiſeriue conquel liquore tanto occultamente quanto dir ſi poſſaßle Aere, le igure, iſegnirlè note ſono infnite in que fta materia. Apparc un Poeta nel deſeri.uere i caſi acerbi con pietd di parole, i fatti alle gri con giubilo di coreʒ innarrar le guerre amoroſe, le lotte venere, i duelli di Cupido, le barriereMartiali di ill innamorati, quelle palestre delle feminè antiche nudecon gli huomini: quelle cac cic de Satiri con le ninfes quelle peſe he laſiuedi Nettuno; e Nęreo cõ Dorides e Amphitrits. E tutto heroico nel parlardelle pugne amoroſes tutto lirico nel deſoriner le gioie& i piaceri di V enere, tutto Satirico nel ramꝭtar gli sdegni el ires tutto comico nel finger lallegreage, tutto tragico nel ſimularle diſperationi. Ha per ſoggetto lefauole come il Poctari verſi per mex oli amori per oggetto, il canto perinſtromentose l poſſeſio delle diue per potiſſimo ſine d ogni coſa. Porta ſe-
coi ſonetti del Petrarca le rime del cieco d Adria Arcadia del Sanna
Zaro, i Madrigalitdel Paraboſoo, l Furioſo l. A mali gl. Ang nil aral Dol.ce, il Taſſo, e ſopra tutto i Strambotti d Olimpo da Saſſoferrato come piitſaciliiſono i ſubi diuoti per ogni occaſione. Le uſe laiutano a narrar qual.che caſo ſiupendos e nucuo le Gratie a colorirlo perobꝰ ſi creda, Apolloa dar ſolendort al concetto, Mercurio a ornarlo di barole, Pallade a reci-tarlo con ſapiend ae Venere a imprimerlo dolcemente nel corè altrui. Si.reca dietro qualche ſonetto in ſend vn madrigalè in mano, vna ſeflina galante, vna canzone polita con vn verſoſonoro con vn fil graue, con parlarfacondo, con tropi eleganti, con figure eloquentiicon parole terſe, con vndir limato, che par che il Bem bo ò i Caroro il /. eniero, o il Coſelinil PabBiano fatto all hora all horaze ſi mastra alla diua, c lettere d oro, cð caratteri pretioſteſilegge con dolc ex ſi prononcia con ſoauitd ſi die hiara conModo, ſi ſcopre linuentione, Ii manifeſta il ſenſo, e ſi paleſa il fine delPocta. La Diua S allegra e Sem pie di gioia fnalmente,& il ruſta-no gode d hauer per mt x d un ſonetto„0 duna Frottola ac quiſtato il cora d una