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ä gocaſcano in terra: quella delle tre femines ohe uanno al mercato il giuocodi trouar l ane lloadimandandoʒil ſbaſdo delle carte vinterrogandozil traſiullo diſaper indouinare quanti ſoldi ti troui in mano. Galla Gcomętria ca-uail modo di fab ricare ſcale di miſura per appoggiar ai teil, ai vcroni,o alle fineftre dell innamorates e ſa dir quanta diſtandaè dal muro al pog-giolo, quantalalte q ꝭ da terra al balcone, con quant hpaſia di corda ſi potrebb arriuar done alberga la ſua donna. Con la muſtca dilerta ſouente 5le orecchie delle giouani, mollihica lanimo da ogni laſcinia, rulna i co-
ſtumi, diſperde la honeſtd, infiammal alme di cocente amore, incende iſpiriti di concu piſcenʒa carnalezmentreſi cautan lamenti, diſberationi,ſrottole, andes ter ett can oni, villanclles barxelettese ſatoccala cetra,
o il laulto a una battaglia amuroſasa una hergamaſcageniile, a una ſiorł
tina garbatad auna gagliarda politar a una iortſca gratioſas e pian pianoS'inuita ai halli,& alle danʒe doue i tatti uanno in volta baci ſi fannoauanti.le parole ſecrete, lo ſtringer aſcoſo delle mani il ritirarſi qual che
uolta biio a futti er gognoſi,& enormi. Pella pittuia,& ſcultura ſi pre
nale da inuitar l oc chio laſciuo alla libidine con la laſcinia delle imagini,de'ritratti;& de ſimulacrii che hanno in lor forza nd menos che la preſen
⁊a delle coſe,&. di ciò ne fan fede pigmalione, che arſe ineftimabilment
2e dell amore& una fatua, come ſe foſſe ftata una ninfa formaſiſſima s e
quel giouene Athenieſes di cui fa mentione Celiosch impax i del hellilſi-
mo ſimulacro della Dea Fortuna, e une a tãta in ſania, che nõ potꝭdo con
pretio immenſo oro ottenerlo da ĩ magiſtrati di Athene, ſi ucciſe auan-
tr al ſuo conſpettoʒ& oltra ciò quel giouine Athenieſe Alebida chiama plinio.to, di cui fi mentione Plinio, ohe ſtuprò la bellaſtatua di H enere Gnidia,opera di Praſitele ſcultores laſciando del ſuo concuhito le macchie per te Aleſſio.flimonio, a cui Saggionge quell altros che nell Isola di Samo ſecondo Aleſ
ſio Poeta: ſi corruppeè con un ſimulacro di una putta helliſſimas che era ope 5ra di Creſide ſlatuario. Terentio anc M egli nell Enucho introduce um gio-*uene inftammato u luſsuria per bauer ueduto una tauola, nella qualè era
didinto come Giouè ſcendendo in pioggia d oro corruppe Dana. E non è
dub hio alcuno, che incentiui di gran libidine ſon quelle Dee dipinte ignu-
de dinandi a Paride le Ninft che ſi lauanos ſtando i Fauni aſcoſi a veder-
leʒquei ſolaʒxi di Diana preſbo al fiume Eurotaʒ quei ratti d Helena: quel
le Lucretie nude; quell Europe portate dal toro; quelle Nęreide in mareſelaſciue,& ſimili altre coſe affatto libidinoſe,il he dichiarò la bella,
laſciua imagine di Cupido, che fece Praſitelo; di cui diſſe Crate Cinico henepreſſo-Atheneos ci era uin de poſito chiaro dell intẽperãga de Greci. Non 8ſi dilungail ruſſiano dalla prattica de ſecialide quali ſtſerue per corrom
per le femine col me xo de liſcie de belle ttid ehe inſegna loro; non dall ami
citia de piofumieri che gli danno i ſaponettigli onguenti, i profumi. Le
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