gnati tra le mani de fanciulliiche pigliaſſero di eſſi quel ſupplicios che lor
Fareſſe.& gli primi inuentori di far tagliar Porecchie,& appiccarè i la
dri furono i Gothid liquali ancoroſ in molte coſe foſſero barbari,& inimi
8 ci del giuſto, e dell honeſto, in quẽſto però ſn portarono in modo, che tutta
2 la poſteritd lietamentè gli celebras& commenda. Nondimeno Giouanni
ues. Tuigi Viues nel ſettimo del ſuo notabil libro delle diſcipline afferma, che
il caſtumeè che ſi tiene hora di appicarè i ladri fi inſtituito;&. ardinatso da
Federico Terz Imperatore. Kt da queſto ſi conoſce quanto ſia eſſoſo il fur
tos c il latrocinio appreſſo al mondo il quale ꝭ tanto in habito hoggidò ap-
preſſò a certi ladioni perpet uii che non aſtunti le forohe, le ſtommuniche,
le galere, paſſat a guiſ dun gioco ſotto banca, da eſſi non curato,& da ſu-
periori giudici non ſolo oportato, ma fauorito, e difeſo a ſpada tratta i
quali ſon poco liſforenti da meri aſſaſſinis perch ſe eſſi ſtanno alla: ſtrada
per rubbare,& aſſaſſinaresè loro ſtanno ogni hora ſi la uedetta per far pre
cla de heni communi e ſuonano il corno come loro; acciò tutti corrono al
bottino;& a torme ſaltano fuori della mac c hia de' lor paeſi per aßaſſinar
Jzuei daltricome l iſperienqa millese mille uoltè ha dimoſtrato. Si legge
Ouidio. appreſſo a Ouidio Poetasche geyrone uſßaſſino famoſo fu ucciſo da Theſto,
eprecipitato in marc. Che Procuſte non men celebre aſſaſſino fu ucciſo da
Hercole. Che Scini aſbaſſino dell Igbmo, er Siſifo Pifteſſo, furono cru.
delmentèe ammaqqati. Che Baliſta maeftro di Scola, ma molto piu
de furti conle pietre fu lapidato, onde V irgilio lo ſcherni con vn Di-
Hico tals. 25 5 iMonte ſub hoc lapidum tegitur Beliſia ſepultus,Nocte dieque tuum carpe viator iter.
Et appreſo il diuino Arioſto che Brunello celebre Iadro, che rubbò ad
Angelica lanello,& à Sacripantè il caual di ſotto; e che ſcherni ſi rara-
mente Marſfiſafu fatto impiccar dal e Agramante. ma roſtoro per eſſer
. fauoriti dal Diauolo, alſualè ſi dino in proda,&. col quale partiſcono i be-
ni da lor furatiinon ſolamentè non mubiono, ma uiuono allegramente, an-
i trionſano, ſpendendo largamente, mangiando lautumente, lafriuendo
profuſamente;& gettando la robba eſtremamente. Arpalo quel famoſò
Tullio. ladronè appreſbo a Tullio nel ſpcondo. De natura Deorum, ſoleua he ffeg-
gare ĩ Deiche rubbando ogni giorno, duraße tanto in vita,& lietamen-
de godeſſe vn luogo poſſeſſo de latrocinii ſuoi. Cos cofloro ſi rodono di
Eio, che gli ſopporti tanto,& fra la geute del mondo applaudono à
ſe fteſſi, vedendo chiaramente, che ogni coſa gli è comportata, che
rub hans à lor piacere, che tolgono per ſe fteſſi quanto gli aggrada, che
fanno alto, e baßßo di quel che& commun che ognuno tace, che
aeſſuno apre la bocca, che i maggiori gli tengon mano, che la giu-
litia pauenta di loro; che non ſi ha cura di ſucchiare il ſangue 4 po-
f N 5 uerelli,
Virgilio.
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