308 K** NAtriũfante, che dui fuſſer gliuſicii de gli antichi Queſtori;percioche alcuni riſcuoteuano(come ho detto) la pecunia dell erario, alcuni erano eletti per8 auttorità de Conſoliʒ& del popolo a ricercareè i ialeficii capitali de citta. Vlpiano. dini: ina di quefli non parliamo al preſente. Quanto ai primi i. piano de1 officio quæſtoris, aſferma, che lorigine della lor creatione fu tanto anti-cas che ſi può dire, che d antic hit precedeſſe tutti gli altri magiſtrati:&.Gn confermationec di ciò riferiſce Granio giuriſconſulto, qualmente Romulo,1 Numa Pompilio n hebbero dui per ciaſcuno, i quali non furono da eſſi,1 plutarco. Ma col ſuſfraggio del popolo, creati. Et Plutarco ne i ſuoi Problemi dimo-rasche molto vano foſie I uſſicio de Queftori antichiſſimi,dicẽdor che nel.lingreſſo del magiftrato loro non attendeuano ad altro, che a miniſtrar glialimenti all occhi ſacre; imperoche i Franceſi dallo ſtrepito d eſſe eran ſtaGiunio. ti uietati d entrarè in Campidoglio. Però Ciunio, Trebatio,& FeneſtellaTrebatig. ſon di parere, che ſol da Tullo Hoſlilio incominciaſſerò i Queſtori, et che lui3 foſbe il primo, che ordinaſſe l ufficio del Theſoriere, contra il parer di Gra-uio ſopradetto. Oltra i Quettori Vrbani; uen era un altra ſorte, che ſi man-dauano alle prouincie inſieme coi Proconſoli,& Pretori à riſcuotere i grauamise tutto quel denaios che ſi doueua mandare a Roma,& d uno di que-Ni tali ragiona Marto Tullio in una epiſtola a M. Celio Eile, quando dice.Ego de prouincia decedens quæſtorem Cœlium præpoſui prouinciæ.Et a propoſito di ciò narra Aſcanio Pediano, ebe la Sicilia, perche era al-bor diuiſa in Sicilia uecchia,& in Sicilia nuoua, hebbeè anco dui Queſtori,uno Libitano,& l altro giracuſano. Et queſti tali Queſtori haueuamo al ſeruitio loro alcuni ſeribi, per aſſegnar nelle tauole publichè la pecunia riſcoſſa& coſi ĩ Littori, e i ſaſei per defenſione della maeſid del magiſtrato doro. De ſeribi,er de faiſci ſu mention Ciceront in una oratione contra Fer-resin quelle parole. Nupe r Hortenſij. quæſtor fuiſti. quid tui ſor ibæ fe-cerint, tu potes dicere. Et piu a haſſo. quæſtores utriuſque prouinciæ.qui iſto prætore fuerant, cum faſcibus mihi præſto fuerunt. Et nellbora-tione, pro Plancio ſa mentione de Littori, dicendo. Plancius quæſtor, ſi-mul ac Dirrachium me tetigiſſeaudiuit, ſtatim ad melictoribus dimiſſis inſignibus abiectis deſtę mutata; profectus eſt, ac Theſſalonicamme in quæſtoriumque perduxit. IIæloro uſſicio hoggid non differenteda quello de gli antichi,& ſi ricerca in eſſ diligenga grandiſtima, integri-8 8 2 ſairabile,&. fede ſingolaresperche, eſſendo occupati in negocio tanto imGiouanni Portante, ogni picciol macamento che faceerosgli darebbè tal erollo, cheN di xontai von coſi di leggiero potreb bono alxare il capo. Sono degni,& illifiri per9 N cauſa dell ufficio loro come tiene il Boerio,& Giouani di Montaigne in unlat rattato dell auttoritd del mag no conſeglio di krancia,&. Viſteſſo tiene ilGiacobo Pupuralo Hottore ſeggiſta Digeſtis de off. J. 1. ina chi vuol veder piu,diRebuffo legga Siacobo di Rebuffo in l. 1. U. de canone largitionalium Titulorum..— a E
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