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e uccorge: alcune ſon paludoſt,& piene di tante cannes e legnioe Pali che
le harche non paſßono hauert adito di ſcorrer a lor biacere, alcune ſon tan-le tenui,& leggieris che a pena ſopportano il peſo d un homo ſolos comęSeneca nel ſeſto delle queſtioni naturali dice auuenire in Ethiopia intornoal principio del Nilo Altre ſono agitate da cerie tempeſte,& fortunè lo-vo particolariiſi come Hamiano Goes Caualier Portugheſt nel libro cheJa de caſtumi della fede,& religione de gli Ethiopisriferiſec in Ethiopiaotto l Imperio del Pretè Iani eſſere un certo porto chiamato porto acquicos che per ſei meli con tutta la ſpiaggia a lui vicina è egitato mirabilmente da vna graue for une, eh. poi per altii ſei meſi all oppoſito fta in una ho
nacclia marauiglioſa,& fin nend a, hiſogna parimente che l cauto marinaroconoſca tuttiꝭ pericoli marini,& cerchi di ſchifarli piu che puols, comę il
Sorg di Cariddi in Sicilia ch aſſorbe i legni lo ſcoglio di Seilla ſi nemico analligantioch'ò nelbiſteße parti, Malea Promòtorio di Licabnia bieno di ſooliche per cinquanta mila paſſi ſborge in mare, onde rende perrcoloſiſimala nauigatione per il uario ſoſſo de venti; Cafareo monte d Euboia altiſſi-
och e in pefuoſo et formidable per la copia de ſcogli et gorghi d acque,
le due Sirio geccaguec in. Aſticaile quali ſon terribili a nauiganti per lac
le naui la fortuna cacciata da udti gagliardi, e impetuoſi da douerozle Balene che ſommergono i uaſßelliᷣil peſes Ecbino cos picciolo che ferma vnanaue,& la rende immobile talmentè, che col flutti del mare ò baſtante dromperſi,&. ſairuſcinſi tutta, del qual bpeſce fa mentione Plinio nel libro nono, al capitolo vigeſimo quinto Ariſtotile nel ſecondo dell Hiſtorie de liani mali al capitolo quartodecimo,& il Cardano nel ſettimo libro. De xe-rum uaſ jetate, al capitolo trigeſimoſettimoʒ ec all ultimo nel mar glacialeintorno all Iſola d i slanda quegli animali della becie de Phiſati, che convn certa lingua à guiſa di tromba gettano lac qua in barca,& Vaffonda-no d quella guiſa: ſe her ſortę con le bombardt, d con l'artelaria non uengoa0 diſcoſtati dalle naui. hiſaugna ancora che il ſauio& perito marinaro habbia no picciola cagnitione di molię coſe del cielo pertineri alla nauigatione,come della linea equinottialed delle declinationi del ſole da quella lineasdelHalte x xa,& de gradi del meridiano, del circolo del Zodiaco, dell'orixonte,de Tropici di Cancro,& Capricorno del Polo articos ò ſettentrionale, detpolo antartico, nero meridionalesdella longhex qa,& larghez a del cie-lor& della terra, de parallel, dell Hemiſpero, del eniih, del centro. Etſingolarmentè ha da cont ſterè le telle Hiade pluuioſe, P, Arcturos e Orſa d lui di ſummo gioulamento, delle quali trattano Arato, Pietro de Medino nel quinto libro. De arte nauigandi, e Pietro Gar gla in quel libroch intitelafo. Le Pilotage. Gli b neceſſaria pur di preucdert le futureteimpaſte di mare; come i dolfini moſtrano c hq da(ber fortuna, il ſcintillar
Seneca
Dami: noGoes.
que reciproche dall una& l altras cos i ſcioni che in un ſubito alſorbono
II Carda-
noO.
Arato.Pietro deMedino.PietroGarzia.