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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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parlo hora ne de Chriſtalli, ne de vetri da occhiali, che Io reſtangono sa quali Ariſtotile nelle ſue Metheore attribus il nome diſpecchis chedebbono eſßᷣer liſci cioꝭ denſi egualmente in tutta la lor ſuperficie, priui diPori,& di meali ſenſibilizacciò che il raggio non ſia diſgregato, diſondendoI per li pori,& non poſha ritornare a dietro vnito comè deurebbe, oltraciò debbono ancora eſſer politicioè priui d aſſ re gas perche ſi come i poriper la cauitd loro, impediſcon I unione del raggi, coſi parimente l aſpreꝝa gli diſarega onde non ſi poſßono rifletterè. biſogna ancora che ſian tranſharenti, perche ſian proportionati al lume, ſi che non lo diſcacciano daſe prima cheè ſe gli accoſti. ma conuiene ancora che ſian opachi, perche eſẽdo traſparenti,& riceuendo in tutti ſe ſteſſi il lumes ſe non hautſſero lopa-co. che gli impediſſe il progreſo, il raggio ageuolmente potrebbe trappaſ-ſar dall altra banda, ſenxa rifletterſi a dietrozperò S appannano da vna banda con qualche coſa oſcura, come veggiamo ne gliſpecchi di uetro impiombato. di piu debbono eſſer priui di ogni colore, perchè ſe haueſſero colore inloro, non potrebbon moctrar le coſerſe non di quel colores chè in ſe leſſi riteue ſſero. allaltimo conniene, che ſian terſi, ciob netti,& forbiti di pol-ure, e d ogni ſorte di macc hia, d di fliato di bocca: d di qualche liquor torbido, e ſopra tutto della mala qualitd de gli ſpiriti, ch eſcono da ęli oc-chi delle donne, allhor chelle producono il fore. Te lor diſferenge ſontali, che o procedono dall eſsenqa degli ſpecchi, o dalla varietd che pro-ducono nell atto della riſleſſione. I ſfecchi della prima diſferenga ſouo o naturali; come lacqua, Jaria denſa& le nubi, o artiſiciali, co-

me di vetro, di Chriſtallo, di marmo, dacciaio, d argento,& oro.Quelli della ſeconda diſferenʒa o non rappreſentono altro che il colore,il che auuiene o perche ſun di pieciola quautitꝭ riſpetto allobietto, ſi chenon poſoono raphreſontarne vna minina partè intiera, o perche hanno laſuperficie loro irregolare, e tanto che non ciò parte alcuna regolare, cheHaſli a rappreſentare vna parte dellobietto intiera. O rappreſentanole figure compite,& perfette;& queſti ſuno o irregolari in manera,che le lor ſuperficie non ſi poſfono ridurre ad vna ſol forma,&. taliſono infinitis d regolari& queſti ſouo i pianis cioè di ſuperficie pia-na, 0 ferici, cioò che ſuno portion di sfera, o columnaris cioè che ſo-no portione di colonna, d piramidali; cio ch ſono portione di pirami-de;&. ciaſcun di queſſi è o conueſſo cio lucido dalla banda conieſſa, ocaui cioꝭ lucidi dalla banda cauasdt quali tratta H itellione nel quinto li-bro della ſua Hroſpettiua,& il Cardano nel quartodecimo libyo De ſub⸗·Antonio tilitate. Et di tutte le ſorti de' ſpecchi ne tratta copioſamente Antonio

da Porto. ia Porto nel quarto libro. De miraculis rerum naturalium, I terminicommuni ch uſano gli ſcrittori della ſbecidaria ſono quefti nomi antedettide ſpecchi, i raggiluminoſi, la linea incidente, la linea rifteſſav la lineaN. l refratta,