Buch 
La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
Entstehung
Seite
887
JPEG-Download
 

VV NIVYVE NS I k. 887nari de piramidali, de gli angolari, de triangol aride quadrangolari, de tor

binali, de gobbi, de rottondiide gli inuerſi de gli euerſt de pianii de conca-

uidcle reti, de torti, de ſodis de chiari, de ſcuri,& de mill altre ſpecie, fra

quali alcuni ſon merauiglioſi da douero porche hannò tãta forʒ da reſtrin

gere i raggi del Sole, che abbruggiarunno ogni gran coſdc he dauanti ui ſipõg hi. Et di queſti ſi dice eſſer ftato inuentore Prometheo,& dell artiſicidi queſti tali perchi ha parlato Orontio Einèo in ſuuo trattato De Speculouſtorio,& di piu con queſti tali Archimede Piracuſano arſe le naui dogli inimiciʒ;ehe ueniuano at dani,& alla ruina della patria ſua: Et ſimile ægueſta inuentione S inttſo, che uno, douendo combattere a ſpada,& ſcudocon un ſuo auuerſario, fabricò lo ſcudo in modo, che, quando ſi riduſſe al ſin-golar congreſſor rifletteua i ruggi del Sole ne li occhi del nemico, ohe I abHagliauano c, che non poteua ne offenderè, ne diſenderſi,& pareua comeuna ſerpe incantata. Et queſto diede forſe or caſione al diuino Arioſto diHngere lo ſcudo luminoſo d Athlante. Ma per toccar qualche coſa dell ar.re prattica dle pecchlari intorno a quei communi, dico, che quelli d acciajo da poco tempo in qua ritrouati.. fanno nella ſegnente maniera, che ſipiglia tame, e Nagno ranto d un quũto dell altro,& Ii fondono inſieme nelcroſolo,& per ogni libra di ditta materia ſi mette un onria d arſenico chriallino, me oncia d antimonio c argento, me N oncia di tartaro di bottecalcinaàto,& ſi meſchia ogni coſa inſieme,& ſi laſcia almeno per quattroHore coſi lique fatta, indi biſogna hauer una forma laquale è fatta di duepietre di tuſfo liſcie, tra le quali ſi pone un filo di ferro ſquadrato dellagrande xa che ſi voglion fare i ſperchibe detta forma ſi Ftringe fra dui baNoni,& ſi ſcalda un poco,& poi ſi buttan li ſpecchi con la ſopradettamateria,& buttati che ſono li attarano ſopra una pietra con geſſo,&ſopra un altra pietra ſi ſtegano tanto fin che reſtino ſpianati, e poi ſi luftra-no ſopra un feltro con fagno calcinato,& coſi ſon fniti,& di queſtiſe neanno in diueyſe forme ſecondo che all huomo piace. Quelli poi di Chri-Flallo che ſi fanno a Murano ſi fanno in altro modo, perche prima ſi for-

ma alla fornace und palla di uetro grande o picciola, come iĩ maeſiri vo-

gliono,. formata che& la tagliano con forbici,& fanno pe quadridella grandez xa: che parc loro, e poi gli mettono ſi pra una paletta di fervo,& gli tornano nella furnace fin a tanto, che ſi diſtendano ſopra la det-ta paletta,& diſteſi cheſono, ęli mettono dentro d un fornello fatto a po-Ha,& ſopra vi pongono della cenere,& coſi empiono il fornellos dandolialquanto di fuoco,& poi lo laſctauo raffreddarè in tutto, e gli cauano fuo-rij e queflo ſi fd per cuocergli in modo che ſi poſſino lauorare, che non ſirompino. Fatto quefto vi ſono alcuni artefici detti ſpecchieri, i qualitogliono queſti vetri,& gli ſquadrano,& ſopru vna pietra gli mettononel medeſimo modo, che ſi fa quelli d acciaio,& fe liſciano da ogni ban:t XK 1 4 aſopra