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le imposte degli Archi, il fregio, le metope, i triglifi, comeconformi agli scritti di Vitruvio , ma licenziosa ne dimostra lacornice per l’altezza e ricchezza de’membri, avvertendo chenmn Architetto deve mai scostarsi da’ precetti di Vitruvio quando però la ragione ben non lo persuada altrimenti ; e dot-tamente si difonde in provare che Vitruvio fu eccellente nel-1’ Architettura, e conseguentemente eh’è forza attenersi piùagli inviolabili suoi precetti, che all’ esempio delle antiche Fab-briche . La venustà e corrispondenza di tutte le parti, belleper se stesse , ed accordate con tutto l’insieme dell’ Arco di Ancona , glie lo fecero piacere sovra gli altri Archi tutti, dicui porta i disegni. Loda moltissimo la loggia fatta a Belve-dere ne’ Giardini del Papa da Giulio Romano , e per la bellainvenzione sua, e per essere molto bene proporzionata ed or-nata , e per la solidità che dimostra, e per il giudizioso ripie-go di fare ricorrere tutta intera la corona della cornice, fa-cendo solo risaltare gli altri membri da quella in giù, il chepreserva l’opera tutta dalle acque, e viene a darle maggiorfortezza. Altre ancora sono le fabbriche da lui lodate, non-già per fantasia o capriccio, ma sempre condotto dalla ragio-ne , dalla dottrina, dai precetti : e questi motivi stessi hannoservito a lui di regola , e di base per dimostrare ancora i di-fetti e le licenze degli antichi Edificj ; ciò facendo con unaumiltà non facile a ritrovarsi in altri, supplicando di conti-nuo gli amatori delle antichità, a pigliare in buona parte lesue parole, poich’ egli intende soltanto d’insegnare a chi nonsà, il modo d’imitare le cose antiche, non ricopiandole in tut-to come stanno, ma scegliendo il solo bello di esse, che coiprecetti di Vitruvio si accorda, e rifiutando le cose mal intesee licenziose; soverchia ostinazione dicendo esser quella di co-loro, che fanno le cose perchè così le hanno vedute nelle an-tichità , scusandosi degli errori col dire, che gli antichi hannofatto così. Quindi consiglia più sicuro mezzo quello di atte-nersi a Vitruvio , il quale ha cribrata l’arte, asserendo di averimparato da molti valenti uomini, e dalla lettura degli altruiscritti, e dall’ esame delle opere eseguite. Simili escusazioniripete egli ogni qualvolta gli viene occasione di dimostrare lelicenziose cose delle antichità. Non lascia di avvertire, che lacornice dell’ Arco degli Argentieri è difettosa per non esservidivisione alcuna di regolo o listello fra il dentello e l’ovolo,é per esservi sotto il detto dentello due membrature dellostesso carattere, e conformi d’intagli, e riescir tutta troppo con-fusa di ornamenti. Riprova nell’Arco di Tito la soverchia altez-za della cornice a proporzione dell’Architrave; il troppo nu-