metterà insieme molti e diversi disegni di varj Èdificj già preparatiin forma grande , e dandoli alla luce rie farà partecipi tutti coloroche di tali cose si diletteranno. Ma vane furono queste sue spe-ranze, perchè non solo non ebhe campo di pubblicare li piùvolte da lui enunciati disegni, ma non compì secondo il suodivisato progetto il corso dell’ opera sua, non dando nè il Se-sto nè il Settimo libro proposto: e tante gloriose fatiche etante onorate virtù, e tante buone qualità di quest’ uomo ve-ramente di ogni onore e laude degnissimo , sebbene di moltautilità fossero agli altri, poco a lui giovarono: perchè quan-tunque Francesco I. e dopo la sua morte Arrigo li. dell 1 ope-ra sua si servissero, non però il beneficarono sì splendidamen-te che viver potesse con quella sicura comodità, e stabile opu-lenza che esiger poteva il suo merito ; e quest’ ultimo non mendel Padre di ogni bontà, e virtù amantissimo, non ebbe for-se tempo bastante di dar mano a 1 pacifici studj delle belle ar-ti, e delle scienze, essendo occupato continuamente nel tra-vaglio delle guerre civili, nate dalla soverchia ambizione, egrandezza de 1 Principi del sangue , le quali col treno di ognispecie di calamità miseramente perturbarono il Regno di Fran-cia per lo spazio di quaranta e piu Anni. Onde veggendo ilSerbo quanto il solo timor della Guerra sia a tutte le cosefunesto, e pernicioso, e principalmente alla liberalità de’ Prin-cipi ; abbandonando Parigi e andando a Lione, si diede tuttoalla quiete ed al ritiro, travagliato ma non abbattuto, offesoma non vinto dalla malignità della fortuna, della quale coninvitta fortezza di animo, e con un aspetto sempre uniforme,nè si lagnava, nè si contristava. Ritrovandosi negli ultimi an-ni della sua vita assai vecchio e dalla gotta non men che dal-la miseria afflitto e tormentato, si ridusse all’ estrema neces-sità, Dio sa con quanto rancore e dispiacenza, fino a venderenel i55o. a Jacopo Strada Cittadino Mantovano, uomo d 1 inge-gno, dottrina, e giudizio singolare, più volumi di disegni daesso preparati, con animo di pubblicarli ; e temendo che le ono-rate lunghe sue fatiche non andassero a male , e che dopo la suamorte non capitassero nelle mani , di chi, a guisa di corvo si vestis-se delle penne di Pavone ( come spesso suole a’ nostri tempi an-cora intervenire, e come in gran parte accadde forse ancheal povero Serbo ) venne in determinazione di privarsi in quel-la occasione di tutti i proprj manuscritti e di tutte le coseda lui disegnate; unitamente ad un libro in ottavo, non maistampato, almeno col suo nome, tutto appartenente alla guer-ra ; di che lo Strada stesso tentò di darne un saggio nelle duecastramentazioni che inserì nel Settimo Libro ; che male op-
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Elogio di Sebastiano Serlio architetto bolognese / dal marchese Antonio Bolognini Amorini
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