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Elogio di Sebastiano Serlio architetto bolognese / dal marchese Antonio Bolognini Amorini
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metterà insieme molti e diversi disegni di varj Èdificj già preparatiin forma grande , e dandoli alla luce rie farà partecipi tutti coloroche di tali cose si diletteranno. Ma vane furono queste sue spe-ranze, perchè non solo non ebhe campo di pubblicare li piùvolte da lui enunciati disegni, ma non compì secondo il suodivisato progetto il corso dell opera sua, non dando il Se-sto il Settimo libro proposto: e tante gloriose fatiche etante onorate virtù, e tante buone qualità di quest uomo ve-ramente di ogni onore e laude degnissimo , sebbene di moltautilità fossero agli altri, poco a lui giovarono: perchè quan-tunque Francesco I. e dopo la sua morte Arrigo li. dell 1 ope-ra sua si servissero, non però il beneficarono splendidamen-te che viver potesse con quella sicura comodità, e stabile opu-lenza che esiger poteva il suo merito ; e quest ultimo non mendel Padre di ogni bontà, e virtù amantissimo, non ebbe for-se tempo bastante di dar mano a 1 pacifici studj delle belle ar-ti, e delle scienze, essendo occupato continuamente nel tra-vaglio delle guerre civili, nate dalla soverchia ambizione, egrandezza de 1 Principi del sangue , le quali col treno di ognispecie di calamità miseramente perturbarono il Regno di Fran-cia per lo spazio di quaranta e piu Anni. Onde veggendo ilSerbo quanto il solo timor della Guerra sia a tutte le cosefunesto, e pernicioso, e principalmente alla liberalità de Prin-cipi ; abbandonando Parigi e andando a Lione, si diede tuttoalla quiete ed al ritiro, travagliato ma non abbattuto, offesoma non vinto dalla malignità della fortuna, della quale coninvitta fortezza di animo, e con un aspetto sempre uniforme, si lagnava, si contristava. Ritrovandosi negli ultimi an-ni della sua vita assai vecchio e dalla gotta non men che dal-la miseria afflitto e tormentato, si ridusse all estrema neces-sità, Dio sa con quanto rancore e dispiacenza, fino a venderenel i55o. a Jacopo Strada Cittadino Mantovano, uomo d 1 inge-gno, dottrina, e giudizio singolare, più volumi di disegni daesso preparati, con animo di pubblicarli ; e temendo che le ono-rate lunghe sue fatiche non andassero a male , e che dopo la suamorte non capitassero nelle mani , di chi, a guisa di corvo si vestis-se delle penne di Pavone ( come spesso suole a nostri tempi an-cora intervenire, e come in gran parte accadde forse ancheal povero Serbo ) venne in determinazione di privarsi in quel-la occasione di tutti i proprj manuscritti e di tutte le coseda lui disegnate; unitamente ad un libro in ottavo, non maistampato, almeno col suo nome, tutto appartenente alla guer-ra ; di che lo Strada stesso tentò di darne un saggio nelle duecastramentazioni che inserì nel Settimo Libro ; che male op-