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I commentari di C. Giulio Cesare : con le figure in rame de gli alloggiamenti, de' fatti d'arme, delle circonvallationi delle città et di molte altre cose notabili descritte in essi / fatte da Andrea Palladio per facilitare a chi legge, la cognition dell'historia ; [Uebers.: Francesco Baldelli]
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Auncia ſua per cagione di ſare alcun male, ina ſolamente per diſenderſi

. G V ER R EI VII E 203

Parte della terra che ſi pareua fortisſima:& fis ſi grande il diſparere, obe fu

0 Mari ſi

a loro, che fecero forxa di uenire alle mani,& furla con larme. Ma poco di nog iono

Poi mandati huomini per mean dall una e. dall altra parte inteſero quello,che non ſapeuano della fuga di L. Domitio. Esſi dunquè tutti d accordo di com-une parere, hauendo fatto uſcire Pomitio in publico gli furon diintorno, eto guardauano, c mandarono de loro ambaſciadori a Ceſarè offerendoſi pronbd aprirgli le porte,& di fare quanto foſſe da cſto comandato, e di dargli

Domitio uiuo nelle mani. Ceſare inteſe queſte coſe, anchor che giudicaſse eſſer coſa d importang a grande di prendere la terra quanto pid toſto ſi poteua,di cauarne quelle compagnie&&. condurle nel ſuo campo, accioche d per uia

premij o per riprendere animo, d per non here nuoue, non naſceſse qualchetatione di uolonta: perche nelle guerre hene ſpeſto naſtono in picciol momèto d tempo gran caſiꝛdubitando nondimeno, che la terra, nel furè ĩ ſoldati lenlala per la licentia che altri ſi prende nel tempo della notte, non andaſse aaccoʒ commendò molto coloro, iquali eran uenuti da lui, e gli rimandò alla tera imponendogli, che fuceſsero buon guardiè alle porte,& alle mura. Egli

tanto miſe i ſoldati ordinatamete a quelll opere, lequali haucua gid diſegna

70 di fare, non gid ſeparati un dall altro con certi ſpatij fermi, ſi come era uſaco di fare ne giorni paſßati, ma con guardie continue& ferme ſentinelle diorte, che ſi toccaſsero fra loro,& deſtero compimento intero alle munitioni.Mando poſcia intorno i Cohorti,& apitani de ſoldati pregandogli tutti ſtretamente, che non ſolo ſi guardino dal ſaltar fuori a combattere, ma che pin ole tenghino bnona cura dell uſcire fuori di ciaſcun ſoldato particolare. Certacaſa che non ui fu allhora alcuno, che foſʒe d animo ſi uile& infermo, chedella notte prendeſse mai punto di ripoſo Era ſi grande l'aſpettatione, che ſedalſte qualche gran coſa, che non ui haucua alcuno, che poteſse uol ger lani-g e i penſieri in altra parte, che a quello che doueua auuenire à Corſinicſiaomitio, a Lentulo,& a gli altri,& che fine doueſse ciaſcuno hauerb. g d inn alla quarta guardia di quella notte Lentulo Spintere ſtado ſopra le muA parlò con le ſentinelle& con le guardiè noſtre, con dirè loro, che ſe gli foſa1 5 e uoleua andarè a parlare a Ceſurè. Douè poi che ciò gli ſu con-lo, uennc fuor della terra& i ſoldati Domitiani non nolſero mai laſciar-ofno a tanto, che fuſse cõdotto dauanti a Ceſare. Egli appreſso lui pregò perſalute propria ſupplicheuolmente pregandolo, che uoleſse perdonargli, e5 cordò lantica loro amicitia e appreſso raccomto i beneficl da Ceſarè ri-g li che nel uero erano grandisſuntʒ ehe per me di lui era ſtato meſoo neldio de Ponteficiʒehe fatto pretore haueua huuuta la Prouincia della Spadus. Che da lui era tato fauorito& aiutato allhora, che eſso domandaua il

00 5 9 3 5ulolato. c eſare rompendo le parole ſue, diſse, come& non S era uſcito della

E dallun-

dare a Ceſare.

Auerte.

Diligézadi Ceſare

Auerti.

LentuloSpintere.

Lentuloparla aGefake.