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linee, le quali rappresentano bellifsime arborizzazioni simili per Iopiù ai muschi. La pittura è nera fopra un fondo cinerigno. Mes-se al fuoco si calcinano, ma la pittura per Io più non si scoloradal fuoco. Sarebbono quelle dentriti molto villose, se potefferoben pulirsi, ma elfendo compolle di materia calcareagrolfolana nonricevono un perfetto lulìro.
Per formarsi un’idea più completa fulle pietre figurate, poffonoleggersi l’insigne Linneo , Scheuchzer, e la Memoria dell’Abate deSauvages ( Acad, de Par. A. 1745. pag. 561. ) Io però mi unifor-mo alle esatte oflervazioni del Sig. Salerne , il quale folliene, chele immagini non fono petrificazioni, ma un puro lavoro di succhimetallici fatto dalla Natura ad accidente. Quanto dagli altri dottiNaturalilli è fiato avanzato fulla loro formazione, non ha altro pe-so, che quello della congettura.
Incredibile è qui la copia delle etiti , o pietre aquiline divisedai Naturalilli in etiti maschj col caliimo mohile, e femmine col cal-amo fifio. Vedesi apertamente efiere in quella plaga frequentimii luoghi, dove si uniscono insieme i fati, foifi o fofianza marziale,da’quali risultano le dette pietre aquiline. Di quefte pietre se neritrovano nel vallone di S. Brulicato , Territorio di Adernò, e vene fono unite insieme due, tre e quattro paja. Di più nello ftelfo val-lone se ne incontrano foli, ma lunghi un pollice e mezzo, cherap-pjesentano la figura d’un tefiicolo ; nella tenuta detta Pietra prenq.fotto Licodia ; nell’altra tenuta di Pietra long a , a Fontana mu -rata nel vallone di S. Biagio , fotto Centorbi ; nel vallone pollain faccia alla Cuba vecchia ; in un altro vallone tra Scarpello, eJudica, che confina colla tenuta di Marmo.
Io comprendo fctto il vocabolo fluore, da fne speffo ripetuto,tutte quelle materie che dopo di effere fiate sciolte dall’acqua , e po-scia induritesi per l’evaporazione della medesima, prendono unaforma irregolare, quantunque da’più rigidi Naturalilli si annoveri-no nella dalle delle llalattiti, che altro non fono che corpi duri for-mati per li scoli dell’acqua. Riflettendosi al modo delia loro for-mazione si scorge molta differenza tra le materie effe noi chiamia-mo fluori,e quelle dette ftalattiti, risultando le prime da un efflus-so copioso, ove che le feconde vengono ad elfere lavorate conmolta regola e lentezza. Ciò fuppofio,io dico che nella rocciacojìantina si ritrovano fluori molto belli e puri d’alabaffrite, e inuna fontana, che sbocca nel vallone tra Carcaci, e Centorbi fluoricopiosi di spato, e di argilla petrificata . La salinella vicino delFiume presenta bene spedo nei Tuoi canali alcune incrofiazioni com-•pofie di materia calcarea, e fofianza marziale, o di materia marmorea.