*s« STORIA NATUR. E GENER.
fianchi, ed in un vallone non molto lungi da Paternò. Dippiù os-serviamo, che il Mare non caccia fuori l’Ambra in ogni tempefta,ipa in quelle che fuccedono dopo le grolle piene sboccatevi dal Si*mcto. Quello fatto decide affolutamente la queftione, e fa vederela folidità delle ragioni di coloro, che per trovare la Tua origine ter-relire si fono ferviti di alcuni pezzi di Succino in cui veggonsi incar-cerati gl’ insetti e le pagliuzze, cose tutte che nella Terra , e nongià nel Mare si ritrovano. E qui non si deve preltar fede alcuna alBig. Buonamici, il quale nella fua lettera scritta al Sig. AgoftinoScilla si avanza ad alTerire, che nella foltanza interiore del Succino non si ritrovano realmente tali animaletti, ma una piccola cavità ,che veduta a traverso sembra rappresentare un moscherino, o unaformica ec. noneiTendo, egli dice, realmente animali, ma effigiefolamente, così a caso incavate ( Opufc. di Autori Sicìl. ). Io ingrazia di queflo galantuomo ho fracaffato alcuni pezzetti di Succino che contenevano materie eftianie; cibò un moscherino, una formicae due pezzetti di legno, Dippiù fono Itati concordi i lavoratori diAmbra neli’afsicurarmi aver trovato i corpi reali eltranei in moltis-simi pezzi da efsi lavorati. Bisogna dunque dire, o che il noftroSuccino sia privilegiato per contener i veri corpi ftranieri, o chesia un groffo abbaglio del Sig. Buonamici. Egualmente se ne va dase 11 e fio in fumo il pensamento abbracciato da taluni autori rappor-tati dal Sig. Henchel ( Ilor. Satani. Cap. vii. pag. 135. ) (*). IlSig. Libavio dopo un lungo dettaglio Tulle diverse opinioni degli an-tichi intorno all’origine del Succino , conchiude effervene due forte,una fofsile, e l’altra che deve la fua origine a qualche albero; edil Sig. Henchel ( ivi Cap. vii. p t 136.) s’immagina di non e (Ter irn-polsibile, che la Natura produceffe del Succino colla resina di qual-che albero, ma che la più gran parte di quello che nei troviamo, cprodotto immediatamente nelle viscere della Terra . (**) '
Lungo la divisata spiaggia si vede un tratto di terra formato tui-
(*) Suiì’origine del Succino in oggi i Naturalifti comunemente hanno adottatol'opinione di coloro , i quali credono quella foftanza provegnenle dal fuoco resino-so, colalo da un albero, che per qualche accidente si è fotterrato , e si è im-pregnato de’vapori rpinerali, e falini, onde col tempo ha preso della consiftenza.Gl’insetti che si racchiudono in taluni pezzi di elfo fono troppo imponenti , per pò-tersi abbracciare l’opinioae contraria, giacché efsi non foggiornano nelle viscere deilaterra, ma bensì nella fua fuperficie, e nell’aria libera. Il fuo peso specifico è 1,P78.•> os.5,5. Tenera ne è la durezza, da potersi torniare, c pulire.
I Chimici dei noftri tempi col procefTo di un fuoco moderato ottengono dalSuccino un'acido, particolare, detto acido fuccinico che ha la proprietà di combi-narsi colle basi salificabili, ed i sali, che ne risultano, si chiamano succinoti.
(") ( Nota ridi’ Autore) Tutti i Chimici da Federico HofFnuin , Lc-mery, J'oche, S Ijrodcr,ron.'.njQ'io con Uoerh.t.ive dir il Succino Jomm.inijira coll' analisi ila principio un olio tenue pia-cevole putito bitnhiiposp ; influito una flemma trggenpnte o uno spi/ita cariceto tifale,