IV
sUS'SOTAZIOM
le calorico , come per lo straordinario ammassamento di lava sopra lava , si pro-caccia altrove delle nuove aperture., per cui ne risultano diversi promontori piu o me-no elevali. Questa teoria panni ben fondata, e le osservazio-ii locali la termina-no di dimostrare. Dissi che l' immenso ammasso ai lava, ehi forma la montagnadella Motta è piantalo sopra un monte argilloso molto inclinato. Da ciò conchiudo^che se la materia preparata ncn fosse stuta dotata di quella fluidità pastosa, dicui ho pa>Lato, ma ai contrario fesse stata sommamente dilatata dai calorico,percui acquistato avrebbe (a fluidità acquosa, allora al primo suo spuntare si sareb-be incontinente precipitala da quel ripido pendio , come un torrente, e quindi lalava che ne sai ebbe risultata, avrebbe preso una piccola crassizie.
Si osservano in questo monte tutti i caratteri di un vero vulcano; esso neW at-to , che cacciò fuori verticalmente i getti di lava, non lasciò d' eruttare una im-mensa quantità di pozzolana con delle pietre isolate, scorie leggiere, e pezzi diargilla indurita, per aver sofferto una scmicottura. Ecco cosa dice il Sig, .Dolo-mica a proposito di questa argilla (a ) „ Io ho delle ragioni di credere, che que-„ sta argilla ficeva parte del suolo, a traverso del quale la lava si ha fatto giorno *
„ di'essa c stala inalzata da questi getti verticali, c che il calore le ha dato la„ specie di cottura, che essa ha ricevuto; dapoichè chi avrebbe potuto collocarla,, cd ammucchiare in qualche maniera sopra la sommità di quéste montagne (cioè„ della flotta, e di Paterno ) che non /’ han potuto vomitare-,giacché esse non kart„ mai avuto de' crateri ? „ Io n >n posso a meno di osservare, che qui il Sig. Do-lomiett s'inganna per non aver egli veduto tutti quei prodotti vulcanici isolati quic là, c quella immensa qu ./Vita di pozzolana, che vedesi ne'due mentovati vul- .curi. Questo è il difetto de' Piaggiatori stranieri che fanno le.loro, osservazionisuperficialmente, per la: premura di passar avanti; egli nemmeno' avvertì queigrandi ammassi di tufo, che veggonsi a canto della base di. questa montagna ,thè altro non sono che il risultato di tutti quei materiali sciolti, e polverulentivomitali da questo stesso vulcano mescolati insieme coi prodotti naturali, cioè dot -tali, pietre r Rondale di dìv rsc specie, e pezzetti d'argilla indurita, a cui un giu- ,line argilloso per opera delle acque fece acquistare la consistenza di pietra. £' ne-cessario che tali vulcani nella loro nascita fossero stati forniti di cr utero, verisi- ,iniluiente assai piccioli e di corta elevazione, altrimenti non avrebbero potuto c-ruttare siffatti materiali volanti, e polverosi che attualmente si osservano , Che sepresentemente non si scorge di essi vestigio alcuno , questo diesi alle diversa vi-cende di quella imperscrutabile antichità che essi vantano; e basta al Naturali-sta la cognizione esatta della esistenza degli esseri, e della loro natura, onde po-ter con sicurezza giudicare dilla causa che li produsse .
- (f,) (Pag.oo) Il parer dèli Autore è analogo a quello de' piu valenti Mineralo-gisti, e Chimici de'nostri tempi, Haysn hi dimostrato, che i marmi contengo-no. una maggiore o minor quantità d' argilla , mescolata colla calce carbona-ta. Chnptal ha confermato la verità di questi componimenti analizzando moltimarmi della sua Provincia, La precisa deferenza (dice egli nel Tom. IIpig. 59.degli Elementi di Chimica ) che può fissarsi tra i miscugli che formano la mar-na, o:l il maimo, consiste in ciò che La prima è l’ immediato prodotto deliadecomposizione cagionata principalmente dalle alterazioni del ferro, che vi sitrova ; mentre il secondo è prodotto dal miscuglio de’ due principj già forma-ti, i quali riinenati, e per cosi dire impastati formano un tutto compatto du-ro, spesso, e suscettibile deila piti bella politura. Il Sig Hauy attribuisce lafrattura terrosa dei marmi secondaij ad un miscuglio d' argilla caricata d'ossidodi ferro, e i loro colori alla presenza di questo metallo, Risguard 1 egli come ttnmarmo primitivo quello, che nella frattura presenta de'grani brillanti, o un tes-suto lamellare , o scaglioso , che annunzia una cristallizzazione confusa . Que-sta proprietà però non è esclusiva de' marmi di prima formazione, ma la godono
(a) Calai, num. 17.