jìSSOTAZIOSI
XIX
I grilli di feriscono d il nudi aghi, dalle brecce, e di’ gres, che altro non so .ni, che de' p a din g hi a grani fini , la di cui origine è più recente; essi appartengonoss -li aggrediti cìntati di fr inni iti , o V acini sciolti delle sostanze più nati-he.Coltro, che osservino suoerfidai n-nte i graniti, li risgunrdano, come se fossero spe-cie di gres, acom grati di sibjii, o ghiaia riuniti, ed agglutinati assieme; ma,sesi osserva bene la loro struttura , si resterà convinto, che essi mn contengono al-cun giti'io: straniero , i picco i pezzi, di cui strio co nposti, si adattano gli urti aglia. f t ri con tale precisione, che è imtossibils distinguere cemento alcuno. Il celebreSaussure ( Ibid.pag. 136 > ha dimostrato che i graniti sono composti di due, tre, oquattro deferenti specie-di pietre sotto la forma di grani angolosi commessi insie-mi per r intimità del contatto senza il soccorso di verun glutine straniero, che tut-te le parti c. nino noni i sembrano ugualmente in’ egr ariti , e sono sì bene adattate leuna al e olire, che se ne deduce di essersi petrifìcate assieme nel tempo, che esseerano ancora tenere , e flessibili.
I graniti resisterlo ali' azione del fuoco quando essi vi si espongono in ischeg-gìs, a pozzetti intieri. Il Sig . Arcet per fonderli dovette prima ridurli in finissimapolvere. Tutù i ten'alivi dell' Illre Mineralogista Ginevrino ( Ibid.pag. ibó.) sono sta-ti inutili relativamente al quirzo , che sempre si mantenne refrattario, tuttoché ilfuoco, a cui T espose, fosse stato violentissimo, e gli altri elementi del granito siriconos cairn> distintamente quantunque si fossero vetrificati, dal che egli deducevadi esser impossibile , che i graniti potessero dare una rna’eria , che si rassomiglias-se a una lava onogenen, o ai basalti, come si imrnagin trono Desmarest, Dolo-mieu , Faujus de Sain-Fond, ed altri .
(io) ( P tg óó ) La mica è stata confusa mal a proposito col talco. Mica,tal*co Sciagr II p. ’OJ. Talco Daubenton, tabl.p. 15 Col ferro carburo, colla micapiti irta , cola molybden: su furala , col’'arano ossidato. Il talco , dice il Sig. Hauy ,comunica alla cera di Spagna e alla resina l'elettricità vitrea collo strofinamento ,e la mira Telettricità resinosa ; questa non ha come il talco l' untuosità sensibìlis-si/m al tatto. Essa è divisibile sino ad una estrema sottigliezza in lamina flessibi-li, ed elastiche. Il big Hauy ( ài ine T.u.p 21 7. ) giunse ad ottenere delle così sot-tili limi-nette , qu into le loro superfìcie riflettevano i colori dell'iride. Egli calcolòla grossezza di una di queste laminette, e la trovò uguale all'incirca a 4 1. milione-simi di millimetro, o circa i, 6. milionesimo di pollice. La rpica oltre a queste pro-prietà rimarchevoli ha quella di riflettere fortemente la luce, cosicché la superficiedi talune vtrista pres nta un' aspetto metallico capace di abbagliare gl' imperiti inmineralogia, che credono di aver fatto la scoperta di una miniera d'oro. Essa è fa-cilissima a rigarsi, è po-o fragile, si lacera piuttosto che spezzasi .
La chi ausa ha fatto sparire il vizio di questi avvicinamenti . Il talco appartie-ne al gei re delle pietre tn ignesiacke, e la mica è un composto d' argilla intima-mente unita a moha terza selciosa , ed ha un poco ili magnesia . Fauqaelin ha trat-to da < 00. parti di mica go, 00. di silice, $5, O). di allumine, i, 33. di calce, 1, 35.ài magnesi 1, 7, 00. ossido di ferro, pe/dita 5,3: IL peso specifico della mica di 2,6 ,4, in g, oi> ). Jl suo ordinario colere è giallo d’ oro, e bianco argentino, volgarmen-te uro, ed argento dì gatto , se ne trovò pure della verdastra, delia rossastra, del-la giallastra, della bruna, della nera. La sua forma è qualche volta determinabilein prismi (Litti romboidali, ordinariamente assai corti, i di cui angoli delia base
secondo Hauy ( Ibil. pag. 211 J sono di 1 co° , e 60° in prismi esa< dri regolari, edin lamine rtt in 'alari ; talvolta la sua tessitura è indeterminabile-, ve n'ha a piccolelamine, a masse scagliose, a superfìcie convessa emisferica , filamentosa divisibile injlti.n enti delicati. dbehu Siberia si sono trovate delle foglie di mica, che avevano lidimensione all' incirca di 9. piedi in quadrato, essa è trasparente quando le sue la-mine sono delicate.
La mica nnp utìe-ie essenzialmente ai terreni primordiali ; quella che è racchiu-sa dalle sostanzi pietrose secondarie vi è stata trasportata dalle acque dopo la dsstru-tìone delle rosee primitive, che la contenevano. Le sue particelle sono pure frequen-te .-lente disseminate nelle sabbie dell' ultima forma none. La mica, che fa parte dellacomposiUo-te delle rocce primitive non forma lamine di una estensione molto sensi-bile ; rart volte vi si trota cristallizzata ; ordinariamente è associata col quarzo, col